Pubblicato il: 6 Novembre, 2009

I volti dell’immigrazione – Hasan

HasanNon sempre “immigrazione” è sinonimo di emarginazione sociale. Oggi vorremmo raccontarvi la storia di un immigrato che lavorando duramente in Italia è riuscito a realizzare i suoi sogni. Hasan è venuto a Roma 15 anni fa dal Bangladesh ed ha subito trovato lavoro dentro una lavanderia di proprietà di un connazionale.

Tra poche settimane Hasan partirà di nuovo per il suo paese d’origine, stavolta per tornare definitivamente. Sorridente, ci mostra con orgoglio le fotografie della nuova casa che lui – dopo più di dieci anni di duro lavoro – ha potuto comprare in Bangladesh per i suoi genitori. E’ bellissima, c’è anche un giardino con alberi da frutta e un piccolo laghetto.

– In quali condizioni vivevi in Bangladesh prima di partire?

Non è che stessi così male, c’è chi ogni giorno è costretto ad affrontare situazioni molto più  difficili. Ma la mia è una famiglia numerosa e non sopportavo l’idea che i miei fratelli non avrebbero mai avuto la possibilità di studiare: da quando mio padre è andato in pensione abbiamo dovuto stringere la cinghia, vendere la vecchia casa ed andare ad abitare in un’altra molto più piccola e lontana dalla città.

– Come mai sei venuto in Italia a lavorare?

Sapevo che qui in Italia un mio carissimo amico gestiva un’attività commerciale e che gli affari andavano abbastanza bene. Mi ha offerto un lavoro e un posto dove stare, allora ho colto l’occasione al volo. Ho fatto i bagagli e sono scappato di casa senza dire niente alla mia famiglia. Sapevo di lasciarli in difficoltà, ma avevo la ferma convinzione che avrei cambiato il mio e il loro destino facendo quella scelta.

– E infatti, a quanto pare, ce l’hai fatta. Ci racconti com’è andata?

All’inizio faticavo a mandare i soldi al mio paese e mi sembrava che il gioco non valesse la candela. Il primo anno ho pensato di tornare a casa. Ho avuto la sensazione di aver fallito i miei propositi, ma mi conosco: sono un tipo orgoglioso e non mollo così facilmente. Ho aumentato i turni qui in lavanderia e per un periodo ho risparmiato su tutto. Per anni ho inviato soldi ai miei ogni mese e in più riuscivo a mettere da parte qualcosa per me.

– Quando, precisamente, hai deciso di ripartire per il tuo paese?

Nel 2005 i miei genitori hanno comprato la nuova casa ed allora non è stato più necessario spedirgli dei soldi. Così, un anno fa, mi sono messo d’accordo con alcuni miei amici in Bangladesh ed insieme a loro ho comprato qualche ettaro di terreno. Abbiamo piantato alberi da frutto e ci siamo messi a vendere i prodotti all’ingrosso. Le cose hanno cominciato a funzionare fin da subito, ora vogliamo allargarci comprando altro terreno coltivabile. Il lavoro richiede molto impegno e c’è bisogno di me. Credo che partirò entro la fine dell’anno.

Prima di salutarci entriamo in un bar e ci prendiamo un caffè. Offre lui e non vuole sentir ragioni. Hasan ha il volto di un “immigrato italiano” che ce l’ha fatta. E ce l’ha fatta davvero.

Aldo Nicodemi

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