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Il circolo vizioso dei rifiuti

A volte si avrebbe voglia di  chiudere gli occhi ed immaginare di essere in Svizzera, tutto in ordine, tutto pulito, tutto perfetto, ma la puzza nauseabonda degli ammassi di immondizia ci fa ritornare con i piedi ben saldamente piantati in provincia di Palermo. Da mesi qui si vive in un’insostenibile situazione di emergenza rifiuti. I dodici Comuni che appartengono all’Ato Rifiuti Palermo 1, da Balestrate ad Isola delle Femmine, sono tuttora sommersi dall’immondizia. Quelli che dovrebbero essere cassonetti diventano discariche a cielo aperto e il fenomeno si accentua quanto più ci si allontana dal centro città. Il problema fondamentale non sono i rifiuti in sé e per sé ma l’impossibilità di trovare soluzione adeguate a monte. Nessuno si assume le proprie responsabilità ed è ormai un circolo vizioso di “scaricamento” di colpe.

I dodici Comuni dovrebbero scaricare nella discarica sita in contrada Baronia-Provenzano a Partinico. L’enorme quantità di rifiuti però ha saturato il sito. In meno di un mese non sarà più possibile scaricare a Partinico. Si aspettava dalla Regione l’autorizzazione per un’ulteriore vasca, ma questa non è mai arrivata. La capienza della discarica è diminuita anche a causa di un cedimento strutturale di cui si sarebbe dovuta occupare la protezione civile, ma da sei mesi ad oggi non è stato ancora riparato. Parlando dei mezzi, invece, il tritovagliatore, sottoposto a ritmi incessanti per smaltire quanto più possibile, si è guastato più volte e per più giorni l’immondizia è rimasta per strada. Oggi i mezzi che scaricano fanno la fila fuori dalla discarica perché lo spazio rimasto è poco e lo smaltimento avviene a rilento. Facciamo un passo indietro. L’Ato Palermo 1, oltre che in difficoltà perché non riesce a gestire l’emergenza, si trova in guai economici, perché i Comuni pagano molto in ritardo le rette che dovrebbero versare in quanto soci della società. Questo perché, a loro volta, i Comuni non hanno in questo momento grandi disponibilità monetarie e perché i cittadini, vedendo i rifiuti per strada, non sono certo incentivati a pagare la Tarsu. Meno entrate, meno liquidità. Quindi, l’Ato si trova spesso nella condizione di non riuscire a pagare i propri dipendenti e, di conseguenza, questi scioperano. E i rifiuti restano sempre accatastati nelle mini discariche nei pressi dei cassonetti. Qui tutto si riduce ad un circolo vizioso di mancato giro di denaro. Inoltre la discarica di Partinico è quasi piena. E allora dove scaricano e scaricheranno i Comuni appena questa sarà completamente satura? Le riunioni alla sede dell’Ato, e non solo, nell’ultimo periodo si sono susseguite al ritmo di due a settimana, ma tutti i pezzi grossi cercano di addossare la colpa a qualcun altro. La Provincia non prende decisioni per non esporsi a rischi giudiziari. Ma la situazione più paradossale è che in Sicilia c’è un commissario straordinario per l’emergenza rifiuti che è il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Anche lui, invece di prendere in mano la situazione, sta con le mani in mano. Potrebbe dare i fondi necessari ed emettere le giuste ordinanze per risolvere la situazione e invece vengono fatte azioni tampone. Al momento la situazione è che sei Comuni continueranno a scaricare a Partinico, altri cinque andranno a Gela, mentre Isola delle Femmine continuerà a conferire a Siculiana. Il tutto con uno spreco di risorse economiche enorme. E non potrebbe essere altrimenti, perché l’Ato ha debiti enormi con discariche più vicine ed è quindi costretta ad appoggiarsi a siti più distanti. Nella stanza dei bottoni si continua a discutere (forse di altro), ma la soluzione sembra ben lontana dall’essere trovata.

Diego Bonomo