Pubblicato il: 22 Settembre, 2009

Il codice dei ladri

Il codice dei ladriÈ da un po’ di tempo che, soprattutto nei condomini del Nord Italia, girano alcuni volantini contenenti consigli utili per migliorare la sicurezza delle proprie abitazioni e difendersi dagli attacchi, in particolare dei nomadi e dei rom. Guarda caso! Questi volantini contengono un elenco di simboli che i nomadi userebbero per contraddistinguere quei condomini, quelle ville e quegli uffici più facili da svaligiare e che offrono un bottino “migliore”. Un rombo, ad esempio, indica una casa disabitata, così come un triangolo indica una donna sola in casa e una “x” elenca un buon obiettivo. Secondo i diffusori di questa simbologia, gli zingari conoscono perfettamente questi segni e le utilizzano per comunicare e aiutarsi nei colpi. Guardando attentamente questi volantini e confrontandoli fra di loro si possono notare diverse incongruenze. Innanzitutto, tra le migliaia di volantini che circolano, alcuni contengono simboli molto contrastanti tra di loro. Infatti, su alcuni con il simbolo AM (che dovrebbe significare anti meridian) si indicano quelle abitazioni svaligiabili solo di mattina, mentre su altri lo stesso simbolo consiglia di “lavorare” nel pomeriggio. E questo solo per fare un esempio! Altro punto poco convincente è rappresentato dal fatto che, in realtà, questi simboli girano l’Italia da parecchio tempo, sin dai primi anni novanta. A conferma di ciò, c’è un episodio verificatosi nel 1997: alcuni parlamentari leghisti inviarono all’allora Ministro degli Interni Giorgio Napolitano un codice molto simile a quello che circola in questi tempi con annessa richiesta, ovviamente respinta, di portarlo a conoscenza di tutti. Altre stranezze che farebbero propendere per la bufala ce ne sono. Ad esempio, risulta strano che popolazioni che parlano dialetti derivanti per la maggior parte dal cirillico, si scambino queste informazioni, che tra l’altro dovrebbero restare segrete, in lingua italiana, così come appare strano anche che, nonostante questi simboli siano ormai conosciuti dalla maggior parte delle persone, gli zingari continuino ad usarli. Inoltre, che senso ha mettere fuori dei cancelli delle future vittime dei fiocchetti colorati oppure segnare le porte. Non si fa prima a riferire direttamente al mandante della “perlustrazione” ciò che si è scoperto, invece di apporre una così strana “segnaletica”, col rischio di insospettire i padroni di casa?

Massimiliano Mogavero

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