Pubblicato il: 18 Febbraio, 2009
Rumori | di QM

Il Demone di Piovani

foto-bella-concertoDopo una soffocante esplosione di suoni il canto lamentoso degli archi si affievolisce, è il turpe simulacro di un sorriso che appare e poi si dilegua. È la fine del concerto, tenutosi nell’auditorium (la cui particolare struttura è stata più o meno scherzosamente commentata dall’illustre ospite) dell’ex Monastero dei Benedettini il 9 Febbraio scorso, con cui il Maestro Nicola Piovani ha riversato in musica le sensazioni procurategli dalla lettura del romanzo Il Demone Meschino dello scrittore russo Fedor Sologub.

Il Maestro Piovani ha sottolineato l’aspetto emotivo della sua opera, scritta per puro desiderio personale e non per esigenze di mercato; infatti pur riuscendo a trovare piena libertà espressiva anche nelle collaborazioni col mondo del cinema e del teatro (non dimentichiamo che lo stesso Piovani ha fondato la Compagnia teatrale della Luna), di tanto in tanto sente ugualmente il bisogno di dare spazio alle sue più nascoste emozioni, perché prestando la sua creatività ad altri artisti, deve penetrare nella poetica altrui e non sempre questo basta ad uno spirito sensibile. Nel leggere quel romanzo tante, e varie, sono state le sue emozioni da sconvolgerlo: “la storia del personaggio mi aveva atterrito”, dice. Un personaggio, quello di Peredonov, oscuro, smorto, privo di passionalità e di attrattiva per la vita, tanto da arrivare a sopprimerne una con leggerezza, quella di un suo commensale che involontariamente suscita in lui un certo fastidio col suo comportamento. Questi oscuri tratti sfiorano ogni nota con malinconica ossessività sugli strumenti del Velke Trio (Valentina Caiolo al violino; Elena Sciamarelli al violoncello; Ketty Teriaca al pianoforte), che ha reso al meglio il Concerto da Camera.

Musica da una parte e letteratura dall’altra, con le intense letture della bravissima Mariella Lo Giudice che ha letto alcune parti significative del romanzo interpretando con grande immedesimazione le ipocrisie, le menzogne, le insane consuetudini, i subdoli sorrisi e le patetiche mosse che si annidano tra le grigie vite dei personaggi; ma soprattutto ha scandagliato l’anima del protagonista, ponendo l’attenzione, proprio come Piovani sulla spaventosa apatia di un uomo incapace di accogliere anche i più fugaci sprazzi di vita.
La rappresentazione de Il Demone Meschino si aprirà in prima assoluta siciliana ancora a Catania il 20 marzo nella splendida cornice medievale del Castello Ursino: l’evento, secondo appuntamento del Festival Internazionale di Musica da Camera promosso a Catania dall’associazione Darshan, sarà gratuito.

Elena Minissale
Tomas Mascali

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