Pubblicato il: 15 Aprile, 2010

Il fronte più bizzarro del mondo

E’ nato in Francia a metà degli anni ’90 l’esercito più strano del mondo, una milizia che si batte senza armi e senza violenza. Si chiama Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino (Flng) ed è un movimento di ispirazione goliardica che si pone come obiettivo la “liberazione” dei tradizionali e coloratissimi nanetti che popolano i prati di molte villette. Secondo i militanti, le anime di questi esseri – da secoli appartenenti alla tradizione popolare – sono vittime della malvagità umana che li imprigiona dietro anonimi cancelli, costringendoli a sorridere sia sotto il sole che sotto la pioggia e perfino la neve. La missione di ciascun aderente è pertanto quella di ricondurli nella foresta, ovvero l’habitat naturale, regalando loro una nuova gioia che sarà dagli stessi ricambiata, secondo i dettami della credenza, con una buona dose di fortuna a vantaggio del liberatore di turno. Alcuni attivisti, tuttavia, non si limitano al trasferimento delle statuette dai giardini ai boschi, ma si spingono addirittura alla frantumazione del corpo di gesso, convinti che sia l’unico modo per liberarne definitivamente lo spirito. Altri ancora si divertono a portarli in giro per il mondo, provvedendo a fotografarli in luoghi esotici o vicino a famosi monumenti, con il solo scopo di recapitare i vari scatti, in buste rigorosamente anonime, ai proprietari d’origine. Questa bizzarra organizzazione si è diffusa nel corso degli anni in decine di paesi, spaziando dal nord America all’Europa, Italia compresa, e contribuendo alla “liberazione” di migliaia di nani da giardino mediante operazioni che spesso stridono con la legalità. Il caso più eclatante risale al 2006 ed ha come protagoniste quattro ragazze del varesotto, tra le prime al mondo ad essere colte sul fatto. Sorprese in una proprietà privata con quattordici statuine al seguito sono finite in manette con l’accusa di violazione di domicilio e furto aggravato. Un epilogo preoccupante che non ha comunque scoraggiato i numerosi seguaci di un movimento che continua tutt’oggi a registrare adesioni in ogni parte del globo. Dinnanzi a cotanta partecipazione viene da chiedersi cosa direbbero i nani tanto contesi se solo potessero parlare.

Andrea Bonfiglio

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