Pubblicato il: 25 Agosto, 2007

Il mal di Sicilia

L’EtnaSe nasci in Sicilia, è appurato, ti ammali. Per anni vieni drogato di sole e di mare e ammaliato dalla terra dei Ciclopi, mentre il mito di ‘Aitna’ ti riempie di orgoglio e fierezza. Poi arriva il giorno in cui i tuoi occhi si liberano, dal velo di foschia che si è radicato innanzi ad esso e cominci a non vedere. Alla poesia si sostituisce la calca dei delinquenti che vagano per le vie bramando facili bottini; all’odore delle ginestre si sovrappone la puzza dei rifiuti lasciati qua e là, tra buste sporche abbandonate in spazi adibiti ad altre funzioni civili. Ed inoltre: abusivismo edile, progetti architettonici mai portati a compimento o realizzati in modo discutibile; una vita culturale che non esiste da tempo, per chi la cultura la vuole con la ‘C’ maiuscola. Allora all’orizzonte sembri scorgere una speranza, una vita di uscita a tanta agonia circostante: l’esilio, la partenza, o se vuoi la fuga. E ti lasci invadere dal quel desiderio impellente di mollare tutto, di cominciare a vivere in un luogo dove le speranze sono reali aspettative e non solo fatue illusioni. Magari riesci a partire, a vivere altrove ma sei ignaro di ciò che sta per accadere dentro di te. La luce cupa della nuova città ti annebbia la vista, l’odore dell’asfalto bagnato impregnato di carburante dai colori variegati ti rende intontito, la diagnosi che ricevi dal medico è quella che temevi. Ti manca la tua terra, ti manca quel dolce tormento, che si colora del dorato dei raggi del sole accecante e si inebria del profumo della salsedine che imbratta le strade e i marciapiedi della zona del litorale. Così sei tentato di ritornare, di fare un passo indietro ma la scelta è angosciante. Tu, solo tu, siciliano, conosci l’intensità della pena del viaggio e del ritorno.

Sonia Abrasco

One Response to “Il mal di Sicilia”

  1. 1
    giogi Says:

    Essere siciliana è una benedizione e una maledizione nello stesso tempo. Io amo la mia terra e la odio.
    La Sicilia è una regione piena di contraddizioni e noi siciliani ne siamo l’esempio!

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