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Il profumo delle foglie di limone

15 luglio 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

il_profumo_delle_foglie_di_limone_di_clara_sanchezSandra è incinta ma profondamente insicura dei sentimenti che prova per il fidanzato Santi. La necessità di allontanarsi dalla sua vita di sempre, per capire cosa desidera davvero, la porta a trascorrere un periodo in un piccolo paese di mare della Costa Blanca. Un giorno in spiaggia accusa un malore e viene soccorsa da due gentili vecchietti: Fredrik e Karin Christensen, che diventano presto suoi amici.

Julián è  un ultra-ottantenne con un passato dolorissimo alle spalle, arrivato in Spagna dall’Argentina per un obiettivo preciso: dare la caccia proprio a Karin e Fredrik.

Le vite di questi personaggi si inseguiranno e si incroceranno, in un turbinìo di sentimenti contrastanti che riveleranno presto quanto il male possa sopravvivere al tempo…

Caso editoriale in Spagna, vincitore del famoso premio Nadal, Il profumo delle foglie di limone (titolo originale Lo que esconde tu nombre, ossia “ciò che nasconde il tuo nome”) ha ottenuto un grande successo sia di critica che di pubblico. El Paìs l’ha addirittura definito un romanzo “straordinario”. I temi principali trattati, il nazismo e l’antisemitismo, vengono osservati attraverso due sguardi differenti: quello sofferente di chi è  sopravvissuto  allo sterminio, e quello di chi è troppo giovane ed innocente per comprendere davvero le mostruosità del passato. Tra di loro, gli occhi noncuranti ed avidi dei carnefici, che conducono una vita agiata e tranquilla nonostante gli orrendi crimini di cui si sono macchiati. La  storia che l’autrice Clara Sánchez ci vuole raccontare è una storia difficile, contornata anche da momenti di crisi, di debolezza, di nostalgia tipici delle varie fasi della vita: ciò nonostante lo fa con delicatezza, riuscendo ad attirare l’attenzione del lettore che si sente catapultato completamente nel mondo di Sandra e Julián, le due voci narranti. Ottiene coinvolgimento e voglia di proseguire nella lettura malgrado pagine monotone e ripetitive, atteggiamenti dei personaggi incoerenti, situazioni a volte al limite dell’inverosimile e un epilogo che lascia l’amaro in bocca, nel suo essere un po’ scontato e un po ’inconsistente. Peccato, perché alla fine non è che si possa dire di non aver letto “un bel libro”, ma qualche scivolone qua e là non lo rende indimenticabile.

 

Mariangela Celiberti

 

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