Pubblicato il: 31 Luglio, 2010

Il racconto della tragedia di Duisburg

Sabato scorso giorno 24 Luglio in Germania, a Duisburg, si è consumata la terribile tragedia alla Love Parade, costata la vita a ventuno giovani, andati nella cittadina tedesca per assistere al grande festival della musica techno. Mentre ci si interroga sui responsabili e si chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco della città, abbiamo parlato con Roberta, ragazza italiana che si trovava lì proprio in quei terribili attimi.

Eri a Duisburg apposta per seguire la festa?

Sì, anche se normalmente quel genere di musica non mi interessa. Da Catania [la ragazza è di Catania, N.d.R] non avrei mai pensato di andare a vedere la Love Parade, ma in questo momento mi trovavo in Germania in Erasmus e assieme ai miei colleghi abbiamo deciso di andare a vedere di cosa si trattasse. Non avevo idea di cosa avrei trovato, non essendo mai stata a un festival del genere.

E cos’hai trovato?

Tanta, tantissima gente. Decisamente troppa per un posto del genere. Vi era un tunnel che collegava due diverse zone della festa e c’era una folla impressionante accalcata lì. A un certo punto si è scatenato il finimondo, alcuni dicevano perché la polizia voleva rimandare indietro alcune persone, altri perché alcune scale che gli organizzatori stavano mettendo per far uscire dal tunnel erano cadute sulla folla. Nessuno ha capito cosa fosse successo, ma improvvisamente sono iniziate a volare urla e spintoni e la gente impaurita fuggiva. Fortunatamente io e i miei amici ancora non eravamo entrati nel tunnel, se no non so cosa sarebbe potuto capitarci. La cosa che mi è rimasta più impressa è che tutti avevamo paura, ma non sapevamo per quale motivo. Sono stati momenti davvero terribili.

Dopo i convulsi momenti iniziali, come hanno agito gli organizzatori?

La strada è stata subito chiusa al traffico per permettere alla massa di sfollare. Le stazioni dei treni e dei bus sono state chiuse per evitare nuovi arrivi e perché la calca, che le aveva prese d’assalto, era ingestibile. Solo successivamente, quando la situazione si era calmata un po’, sono stati organizzati i primi viaggi di ritorno verso le località circostanti, come Bochum, Dortmund, Essen. La cosa più assurda era che alcuni che si trovavano in posti più distanti da quel tunnel, non si sono resi conto di cosa stesse succedendo, tanta era la folla.

Credi che la polizia abbia delle colpe in quello che è accaduto?

Non so, non ero mai stata lì quindi non so come fosse organizzata la festa negli anni precedenti. Alcuni ragazzi che partecipavano già da numerosi anni mi hanno detto che non erano mai state messe delle transenne per limitare l’afflusso di folla e che forse proprio a causa di queste restrizioni si è scatenato tutto. Non so cosa pensare, ma sono d’accordo con la decisione presa di non interrompere la festa. Per quanto possa sembrare irrispettoso, dover gestire milioni di persone costrette ad evacuare la zona della festa sarebbe stato impossibile e molto pericoloso.

Gli organizzatori hanno dichiarato che la Love Parade non si svolgerà mai più. Sei d’accordo?

Da un lato sì, lo sono. Non sarebbe più la stessa cosa festeggiare con il ricordo di tutte le vittime che ci sono state quest’anno. D’altro canto, organizzare meglio i prossimi eventi, stabilendo dei piani migliori per la sicurezza e magari dedicare alcuni spazi della festa al ricordo delle vittime, potrebbe essere un’altra valida soluzione.

Tomas Mascali

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