Pubblicato il: 16 dicembre, 2010

“Il rifiuto della città galleggiante”: una soluzione all’emergenza rifiuti?

soluzioni_problema_rifiutiSedici anni di commissariamento non sono bastati ad estirpare il male dell’emergenza rifiuti da Napoli e da tutto il territorio campano: tra arresti, processi, commissari vari e aperture di discariche con annesse proteste, la soluzione non è mai arrivata, ma non è stata neanche lontanamente sfiorata. Ora, a proporre una strada alternativa è un architetto sannita, Mario Ferraro; la sua idea è quella di creare una città galleggiante nello splendido Golfo di Napoli che abbia l’aspetto del Vesuvio e che sia in grado di raccogliere oltre 20 milioni di metri cubi di immondizia. «Il progetto – racconta l’architetto – ha il significativo nome di Rifiuto della città galleggiante; è una proposta chiaramente provocatoria che in futuro però potrebbe essere presa seriamente in considerazione. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma galleggiante che prenda spunto, nel design, dal Vesuvio e che raccolga nelle sue viscere gran parte dei rifiuti campani; per rendere più grazioso l’impatto visivo, in superficie si potrebbero costruire alberghi lussuosi, centri commerciali e dedicare uno spazio al monitoraggio ambientale predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità, con successiva installazione di un museo dedicato al ciclo dei rifiuti e al processo di smaltimento». Un progetto futuristico che, se riuscisse ad andare in porto, ridurrebbe drasticamente le tonnellate di rifiuti presenti sul territorio napoletano e che avrebbe anche il vantaggio di non produrre inquinamento; una città a zero emissioni alimentata esclusivamente con forme di energie alternative: «L’energia necessaria – continua il dottor Ferraro – potrà essere ricavata dal riciclaggio dell’immondizia e dallo sfruttamento dell’energie rinnovabili attraverso l’installazione di pannelli solari, pale eoliche e anche di turbine che sfruttino il moto delle onde». «A rendere l’aria più pulita – conclude l’architetto – ci sarà tanto verde: alberi, fiori e diversi tipi di piante coltivate». Un’idea che sembra un po’ visionaria, almeno all’apparenza, e che è figlia di quelle soluzioni architettoniche ecosostenibili che mirano al vivere in armonia con l’ambiente.

Massimiliano Mogavero

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