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Il tracollo del “Presidente”

31 maggio 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

Elezioni-2011-BerlusconiChe l’italiano medio sia essere alquanto ambiguo era risaputo, lo ha dimostrato a più riprese e negli ambiti più disparati specie in quello politico, ma che nel giro di due anni riuscisse a sovvertire e a “tradire” il proprio voto in maniera cosi massiccia è cosa alquanto nuova. Facendo le dovute precisazioni in merito all’ultima tornata elettorale amministrativa, che ha coinvolto ben 17 milioni di italiani, è facile intuire come il bel paese si sposti da una sponda all’altra con una facilità inaudita. Non sarà certo lo specchio di un’intera nazione ma il risultato venuto fuori è stato come un test di medio termine all’americana; un test che dovrà far riflettere Berlusconi e soci sul poco lusinghiero risultato ottenuto. Andando nel dettaglio ci accorgiamo come il centro-destra sia stato sconfitto per 22 a 8, perdendo di fatto delle roccaforti, e serbatoi di voti, che stanno destando preoccupazioni nel PDL tanto da far “scappare” dal ruolo di coordinatore Sandro Bondi.

Perdere Milano, Cagliari e Trieste è stato un duro colpo per il premier specie per la città meneghina sulla quale aveva riversato tutto il proprio interesse candidandosi personalmente e riscuotendo meno della metà dei voti della tornata precedente. Altro colpo basso è stata la vittoria in due centri di sicuro a vocazione PDL: Gallarate e Arcore. Mentre nella prima città negli ultimi vent’anni si sono alternati sindaci delle più colorite e svariate coalizioni nella seconda città, dove risiede il premier, il risultato è storico. Una netta prevalenza del centro-sinistra come a dire al residente più illustre “non ti vogliono neanche i tuoi concittadini”, segno di un Italia che soffre di crisi di identità politica nei piccoli centri come nelle grandi città e che risente, parecchio, delle situazioni personali dei personaggi in questione.

Morale della favola: il centro-sinistra gongola perché, da vincitore, è convinto di proporre un’alternativa a Berlusconi (ma quale non si è ancora capita!) mentre il centro-destra raccoglie i cocci del disastro. E la Lega? Saranno loro gli arbitri di questa partita.

 

Sebastiano Caruso

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