Pubblicato il: 16 Settembre, 2008
Senza categoria | di Martina Tommasi

Il turismo: la sua nascita e le sue forme

La comprensione del turismo come oggi lo conosciamo, a volte è data per scontata, ma in realtà il termine “viaggio” è solo dal 1841 che esiste. Durante quest’anno l’inglese Thomas Cook organizzò il primo Grand Tour (tour = girare intorno e da qui il termine viaggiare) organizzato, che permetteva non solo alle classi più abbienti di visitare luoghi mai visti, ma anche alle classi medio – basse d’allora, di immergersi in un mondo nuovo e di estraniare i propri pensieri dalla pesante quotidianità. Da questo momento, egli capì l’importanza di ciò che aveva “scoperto”, costruendo così, già un primo tour operator, nella sua forma primordiale, continuando ad organizzare viaggi per tutti coloro che ci volevano partecipare.

Sono passati 127 anni da allora, e il turismo è diventato di massa, alla portata di tutti poiché ci sono così tanti tipi di turismo che ormai le classi sociali non esistono più da questo punto di vista. Il viaggiatore, non è distinto per quanto può spendere, ma come da definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, egli è colui che viaggia in paesi diversi da dove ha la residenza abituale e ne rimane al di fuori per un periodo di almeno una notte ma non superiore ad un anno ma il cui scopo non deve essere di esercitare professioni che diano una remunerazione (quindi ci deve andare solo per svago, divertimento, relax…). Negli ultimi anni, purtroppo, la tendenza ad aumentare molti prezzi (la maggior parte dei quali per il caro petrolio) ha diminuito l’afflusso di turisti in moltissime città del mondo, ma più che altro diciamo che la tendenza si è anche spostata. Ad oggi il viaggiatore, non è più solo colui che si vuole rilassare al mare o visitare musei ed antiche città, ma è soprattutto una persona che vuole vedere posti dove in realtà il turismo non è ancora arrivato, ottenendo però l’effetto contrario, poiché alla domanda segue sempre l’offerta e più si richiederanno nuove mete, più queste saranno oggetto di mira da parte degli organizzatori dei pacchetti di viaggio.

Certamente si sa che l’economia turistica è una delle discipline più ampie e complicate che esistano, ma intaccare anche paesi sconosciuti e liberi da quest’irrefrenabile globalizzazione è un delitto, poiché tutti i paesi del mondo oramai stanno attuando delle misure di sicurezza per alcune città ” a rischio ” di turisti, dato che ce ne sono troppi e pian piano si rovinano quelle bellezze che si vanno a visitare. Tra queste, la più in “voga” è quella di limitare l’afflusso di turisti giornaliero in un dato luogo per i periodi di alta stagione e questa strategia viene messa in atto dai sindaci degli stessi comuni, dato che il turismo di massa è certamente economicamente vantaggioso, ma può portare delle ricadute negative sulla popolazione residente di queste città, come: l’aumento inverosimile dei prezzi degli immobili, l’abusivismo edilizio, aumento del traffico e di conseguenza dell’inquinamento e della rumorosità di questi luoghi. E’ per questo che oggi moltissimi viaggiatori praticano il turismo responsabile, cioè nel rispetto della cultura del luogo che ha scelto di visitare, ma soprattutto con l’ambiente circostante, per preservarlo sempre continuando ad osservarlo ed ammirarlo come in precedenza e Legambiente sta collaborando cercando di far conoscere e sviluppare un tipo di turismo che a rilento sta prendendo piede e che si chiama: “open air” (cioè all’aria aperta – nel rispetto dell’ambiente).

Martina Tommasi

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