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Inquinamento: come renderci ostile la terra in cui viviamo

3 aprile 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

inquinamento3 aprile 2012: è di pochi giorni fa l’inchiesta effettuata a Taranto a carico di cinque dirigenti dell’Ilva riguardante l’inquinamento ed i danni sulla salute dei lavoratori del loro stabilimento. Ovviamente, ciò dà lo spunto per ritornare a parlare di un problema che molti ignorano ma che diventa più grave ogni giorno che passa: l’inquinamento. Esso si alimenta delle nostre stesse azioni, e le rivolge contro di noi: prendere l’auto per tragitti anche brevi, sciupare l’acqua nel fare il bagno, usare detersivi e deodoranti spray nonché uno smaltimento scorretto dei rifiuti che produciamo sono solo alcune delle tante azioni nocive che compiamo ogni giorno. I risultati li possiamo vedere tutt’attorno a noi: le piogge acide devastano il pianeta, il buco nell’ozono lascia penetrare nell’atmosfera raggi nocivi in grado di provocare tumori della pelle, gli scarichi dei nostri mezzi di locomozione alimentano l’effetto serra che provoca il surriscaldamento del pianeta ed il polmone verde del mondo va via via riducendosi. Un circolo vizioso da cui sembra difficile uscire, se consideriamo che il 36% dell’inquinamento mondiale è causato dal petrolio, ovvero dalla nostra principale fonte di energia, per la quale si combattono tutt’ora guerre e massacri, sia nei paesi importatori che nei distributori dove la benzina è arrivata a costare quasi due euro al litro.

I primi a pagare le spese di tutto questo, come al solito, sono i lavoratori: sono sempre di più coloro che, in condizioni poco adeguate o in tempi dove non si avevano tutte le conoscenze di oggi, sono rimasti intossicati dalle sostanze inquinanti con cui hanno avuto a che fare strettamente per moltissimi anni. Per non parlare del fatto che il continuo aumento dei casi di tumore riscontrati nella popolazione è frutto dell’incredibile quantità di agenti inquinanti a cui siamo a stretto contatto ogni giorno anche solo respirando l’aria delle città dove gli scarichi degli autoveicoli hanno formato uno spesso strato di smog che annerisce, giorno per giorno, le vie respiratorie di chi abita nelle vie più trafficate. Ovviamente, la domanda sorge spontanea: è possibile mettere un freno a tutto questo? La risposta è sì: non è possibile né consigliabile bloccare il progresso, ma esso può (e deve) diventare intelligente. Basterebbero tanti piccoli accorgimenti attuabili da tutti per salvare il pianeta dal suo progressivo impoverimento: differenziare i rifiuti e non buttarli tutti nel sacco nero per scocciatura, preferire la doccia al bagno ed utilizzare i mezzi pubblici a scapito delle automobili private (una soluzione che ci salva anche il portafoglio, per altro) sono solo alcune delle tante, piccole cose che possiamo fare per l’ambiente che ci circonda. Stiamo rendendo il mondo un posto ostile alla stessa specie umana: è nel nostro interesse fare di tutto per salvaguardarlo e non chiudere gli occhi per non vedere le conseguenze delle nostre azioni quotidiane.

Sara Servadei

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