Pubblicato il: 7 Marzo, 2009

Intervista a Enrico Iachello

iachelloEnrico Iachello,  Preside della Facoltà di Lettere e Filosofiia (Università degli Studi di Catania), Storico dell’età moderna e contemporanea.

1) L’anno Accademico attuale è stato dedicato al tema dell’immigrazione. Su cosa si è basato?

Abbiamo voluto inaugurare il nostro Anno Accademico con un incontro e una cena con i migranti presenti nel nostro territorio (in particolare a Catania). Tale scelta puntava essenzialmente a prendere atto del fatto che la presenza di varie comunità è ormai un dato strutturale nella nostra città. Sono presenti musicisti, persone che hanno aperto ristoranti (infatti abbiamo chiesto ad uno di questi di organizzare la cena in facoltà). Volevamo  far presente alla città (e a noi stessi) che c’è l’opportunità di un incontro culturale con i migranti, senza sottovalutare  tutti gli altri aspetti attuali che però non competono ad una facoltà di Lettere, ma ad altre istituzioni.

2) L’università che ruolo ha secondo lei nella divulgazione del termine’ integrazione’?

L’università nel suo complesso accoglie gli stranieri e li integra, non solo attraverso i progetti Erasmus, ma anche in modo naturale attraverso i propri corsi. Le facoltà umanistiche possono svolgere un compito ancor più particolare che è quello del confronto culturale  e della sottolineatura della necessità di tale confronto; ciò non significa stabilire primati o pretendere sottomissioni, ma stabilire un terreno di confronto comune.

3) Esiste, quindi, un programma concreto finalizzato all’incontro-dialogo con gli immigrati?Quali sono i punti cardine?ex_monastero_benedettini_1

Il programma sta prendendo forma via via con le varie comunità: intanto con le comunità dei mauritiani, con i quali abbiamo già in passato organizzato degli incontri e degli appuntamenti qui in facoltà (e che riprenderemo anche quest’anno), poi estendendo questi incontri anche alle altre comunità. Tra i punti cardine: a) l’organizzazione di esperienze culturali comuni, come  presentazioni di libri (a tal proposito ho letto con grande interesse e sono  stato favorevolmente colpito dal romanzo della  scrittrice Shego Igiaba Oltre Babilonia edito da Donzelli. Mi auguro che presto avrò di modo di poterlo presentare in facoltà e poter anche invitare l’autrice dedicandogli delle conversazioni); b) l’organizzazione di feste tramite concerti, perché l’espressione culturale più diffusa in questo momento nelle comunità dei migranti nel nostro territorio è quella musicale, per cui riteniamo che debbano essere valorizzate queste competenze per poterci confrontare con esse.

4) Qual è il messaggio che una facoltà umanistica deve lanciare in un momento in cui l’altro è inteso come ‘diverso’, ‘estraneo?

Senza retorica, dobbiamo renderci conto del fatto che esiste un problema oggettivo di convivenza con i migranti. L’emergenza attuale ha radici anche oggettive. Se noi pensiamo alla vicenda degli stupri esplosa in maniera eclatante, come prima non si era mai verificato, constatiamo che non si tratta semplicemente di un dato mediatico. Se noi parliamo con le persone nei luoghi dove questi si sono verificati l’allarme è reale, far  finta che questo problema non esista sarebbe un errore e significherebbe abbandonare la società a reazioni poi incontrollate. Col ‘diverso’, con l’altro, non c’è un rapporto scontato. E’ chiaro che una facoltà di Lettere (o umanistica in generale) è portata al confronto e all’accoglienza, ma non deve  dimenticare che vi sono elementi oggettivi che oggi turbano l’opinione pubblica ed è bene che su questo la cultura umanistica intervenga  con chiarezza, ponendo delle discriminanti: il rispetto della legalità è fondamentale per un confronto.

5) Concludendo: qual è allora l’obiettivo che vorrebbe si raggiungesse nel rapporto Facoltà/Territorio e immigrati?

L’obiettivo di fondo è quello di stabilire un rapporto organico e continuo con le comunità dei migranti in quanto portatori e produttori di una cultura che viene a confronto con la nostra.

(intervista realizzata il 24 febbraio 2009)

Sabina Corsaro

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