Uno spettacolo per ricordare Luigi Tenco
“TRA TANTA GENTE“.
UNO SPETTACOLO PER RICORDARE LUIGI TENCO. L’UOMO. L’ARTISTA. IL VISIONARIO.
Intervista a Marco Alessi, sceneggiatore, musicista, regista.
Un monologo, un happening multimediale, uno show minimalista e avanguardistico allo stesso tempo. Interpretato da Leandro Amato per la regia di Marco Alessi, lo spettacolo andrà in prima nazionale al Festival La Versiliana (luglio - agosto 2007), ed è innanzitutto un tributo a uno dei cantautori più importanti del panorama musicale italiano. Un artista la cui improvvisa scomparsa - avvenuta per suicidio il 27 gennaio 1967, durante il diciassettesimo Festival di San Remo - fa ancora discutere e rammaricare.
Ma Tra tanta gente è ben lontano dall’essere l’ennesimo tentativo d’indagine sulla sua tragica scomparsa, né tanto meno un’anacronistica apologia della sua discussa figura. Intervistato, il regista e autore dello spettacolo, Marco Alessi - sceneggiatore televisivo (Elisa di Rivombrosa, Le stagioni del cuore) qui al suo esordio nealla regia teatrale - fa innanzitutto una dichiarazione d’intenti: “Tra tanta gente“, dice, “parla dell’uomo Luigi Tenco. Raccoglie i frammenti delle sue dichiarazioni, dei suoi ricordi. Ricordi che diventano quelli di un paese - l’Italia degli anni ‘59-’67 - tormentato e difficile”.
Perché prima d’essere un compositore, un libero pensatore che seppe anticipare il pensiero sessantottino e andare controcorrente, Luigi Tenco era soprattutto un uomo. “Un uomo come tanti che, fra tanti, ha finito per perdersi. In mezzo alla gente. Un’Italia che, dietro le Chimere della ritrovata opulenza post-bellica, celava già i segni di una lenta, inarrestabile crisi”.
Tra tanta gente è soprattutto questo: “il tentativo di raccontare attraverso i versi e le dichiarazioni di Luigi Tenco, la storia del nostro paese. Una testimonianza che si presta essenzialmente a due livelli di lettura: quello biografico e quello storico”.
La carriera artistica di Luigi Tenco ha inizio nel 1959, con l’incisione del suo primo disco: il 45 giri Mai, seguito a breve dal singolo Mi chiedi solo amore. Di lì una vorticosa ascesa, culminata nel 1966 col primo contratto RCA.
Ed ecco subentrare il piano storico: quello di un paese che, agli albori della rinascita economica post-bellica, non si esime dal giudicare e a mettere alla berlina. “Se nei suoi versi, infatti, Tenco si professava avverso al sistema del benessere, voce dissonante del boom economico, firmando quel primo contratto con la RCA egli finiva inevitabilmente per accettare il compromesso, piegandosi a quegli stessi valori che tanto accoratamente condannava nei suoi versi”. Queste le accuse mosse nei suoi confronti da un’opinione pubblica che non voleva - o forse non poteva - capire il suo profetico messaggio. Un messaggio strillato a denti stretti, senza remore, contro le mode, i pregiudizi, i luoghi comuni di quegli anni roventi. Un messaggio scomodo, gridato contro l’omologazione e gli ideali di massa, contro le minigonne e gli spinelli di chi non sapeva guardare dietro le apparenze di quella nuova “Belle Époque”. Un appello diretto, senza pretese d’intellettualismi, che mira dritto al cuore.
E cosi, abbattuto ogni idolo e feticcio, scardinata ogni moda ed ogni “ribellione a tutti i costi”, a Tenco non resta che cantare al mondo: “Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare“. Lo spettacolo, scritto da Marco Alessi, Cristiano Neri e Cristina Pittalis, è prodotto e distribuito dalle Produzioni Ravera.
Francesca Silvia Lojacono
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