Pubblicato il: 9 Giugno, 2009

Intervista a Sara Amlesù, licenziata a causa di Facebook

saraSara Amlesù è stata licenziata da alcuni mesi dall’azienda per cui lavorava a causa di alcune cose presenti nel suo profilo Facebook (il noto Social Network). Di lei hanno parlato vari blog, fino al Corriere.it. che le ha dedicato un articolo. Lo Schiaffo ha voluto direttamente entrare in contatto con l’interessata  attraverso un’intervista.


1)      Ciao Sara, raccontami un po’ com’è andata. Dove lavoravi?

Lavoravo in Danieli dal 21 maggio 2002 , per i primi 4 anni ho lavorato in amministrazione e negli ultimi due anni  al Service-post vendita .


2)      Cos’è successo?

Il 21 04 09 alle 16 20 mi ha chiamato l’ufficio del personale , sono stata convocata in una stanza con due persone e mi hanno presentato una lettera nella quale mi contestavano la creazione nel mio blog (su facebook ) di un gruppo.


3)      Cos’aveva di così peccaminoso questo gruppo?

Si chiamava NOI POVERI SFIGATI CHE LAVORIAMO IN DANIELI  e il testo era piuttosto semplice:

“SE ANCHE TU COME ME TI SVEGLI E DICI: “NO,  ANCHE OGGI IN DANIELI!

SE ANCHE TU COME ME CONOSCI UN FRIULANO ED UN GENOVESE, NON PUOI FARE A MENO DI PENSARE:” MAL COMUNE MEZZO GAUDIO”

SE ANCHE TU, DOPO UNA GIORNATA IN DANIELI SOGNI IL BARETTO A SANTO DOMINGO

SE ANCHE TU RINGRAZI LA DANIELI  SOLO PER GLI AMICI,

SEI IL BENVENUTO” .

Ho spiegato che il gruppo non voleva essere offensivo ma era nato solo dalla  voglia di raggruppare tutti i colleghi Danieli, ma non mi hanno creduto.


4)      Hai firmato un documento dove veniva espressa la causa per cui venivi licenziata?

Mi hanno dato due alternative:  o firmare la lettera di contestazione (ma mi hanno detto poi che così l’azienda avrebbe potuto  fare causa per diffamazione) o firmare un accordo di rinuncia consensuale. In 10 minuti è finita la mia carriera lavorativa, non ho avuto neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo. .. Continuavo a dire: “Non ci credo,  non può essere per questo”. Sono entrata nel panico ed ho firmato la rinuncia consensuale.


5)      Chi si è occupato del tuo caso? (come stampa e sostegni legali)

Un giorno ho letto sul Corriere un articolo su un ‘infermiera di Udine che ha pubblicato su fb  le foto dei pazienti del suo reparto di rianimazione e così ho scritto raccontando che per uno stupido errore mi ritrovo a 36 anni senza un lavoro e con la consapevolezza di aver buttato la mia vita per facebook.


6)      Hai provato a fare causa (o sei già in causa) con la tua ex azienda?

Al momento non ho un sostegno legale (anzi,  se qualcuno si proponesse sarebbe ben accetto …), mi sono rivolta al sindacato che, però,  mi ha detto che non ci sono i termini per contestare. Ne sono quindi  uscita ancora più amareggiata e doppiamente sconfitta, perché non ci sono nemmeno  i termini per intentare una causa.


7)      Cosa fai in questo momento?

Sto decidendo cosa fare del mio futuro, ma non è semplice… La prima reazione di getto è stata quella di prendere e partire per qualche mese all’estero, io ed il mio cane (il mio fedele compagno di vita), ma ora non lo so più. Sto disperatamente cercando un lavoro ma il mercato è in fase calante e non faccio che chiedermi: “Ci vuole tanto a capire che sono stata indotta a firmare un accordo consensuale?”.


8)     Cosa ti auguri e cosa vorresti dire ai responsabili della Danieli?

Spero che a nessuno capiti di restare a casa dall’oggi al domani, le giornate sono lunghe e non sono tuoi questi ritmi. Non sono fatta per stare a casa: mi manca l’ufficio, il lavoro, mi mancano i colleghi. Ho scoperto (o forse riscoperto) quanto sia importante lavoro (non soltanto  in termini economici ) per sentirsi appagati. Ho commesso un errore,  ma ho pagato un prezzo altissimo.

Sabina Corsaro

Leave a Reply