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Introibo

“Introibo”, titolo curioso per un libro. Titolo sicuramente adatto, però, a un libro che  vuole invogliare alla ricerca e all’approfondimento, lavoro fatto dall’autore, Luciano Vullo, in fase di scrittura e lavoro che il lettore dovrà fare. Nelle chiese di una volta, per arrivare all’altare, il celebrante doveva salire degli scalini, simbolica ascesa a Dio, e “Introibo” indica proprio questa salita, questo avvicinamento. Non mancano in tutto il libro riferimenti alla Chiesa, alla spiritualità e al rapporto con Dio, per quanto strano possa sembrare da parte di un militante storico del Partito Comunista quale fu Luciano Vullo. La prima parte è tutta una lunga lettera a Dio (sappiamo che Dio è morto, ma scrivergli non costa niente) e in un curioso capitolo l’autore si confronta con una zia defunta, divenuta Ministro nel governo del re Eolo.

Le due anime del libro, presentato Giovedì 21 Gennaio alla Libreria Prampolini di Catania da Gianni Villari ed Emanuela Coniglione alla presenza dell’autore (molto bello il fatto che entrambi fossero amici di lunga data di Vullo e, durante i loro interventi, non sono mancati riferimenti a fatti personali riguardanti una vecchia e duratura amicizia.) sono quella della ricerca e quella delle emozioni. Ricerca sui temi più pressanti dei nostri tempi, sulla politica che non riesce più a dirigere i processi sociali in atto ma si limita ad inseguirli, sulla diffusione delle moderne tecnologie e il loro impatto sulla cultura e sul mondo del lavoro, sui processi economici in atto in un mondo in cui internet è la nuova agorà, reale e illusoria al tempo stesso, della polis. Emozioni, quando Vullo si mette a nudo nelle pagine del suo libro, e si lascia trasportare dalle sensazioni evocategli dalla sua Sicilia, in cui è nato e cresciuto.

Un’analisi razionale e lucida dei nostri tempi, che pur rendendosi conto dell’enorme numero di problemi con cui ci si deve concentrare, rimane ottimista e auspica come necessario e possibile un secondo illuminismo.

Tomas Mascali