Pubblicato il: 8 Novembre, 2010

Invisibile

Adam Walker è uno studente di lettere a New York. Una sera, ad una festa, conosce Rudolf Born e la sua ragazza Margot, una coppia di parigini: attirato da una proposta di lavoro dell’uomo, deciso ad affidargli del denaro per gestire una testata giornalistica, inizia a frequentarli. Questa strana amicizia porta Adam ad essere coinvolto in un torbido triangolo e in un sanguinoso episodio di omicidio, che sconvolge la sua vita e diventa un pensiero ossessivo…

Nuovo romanzo dello scrittore americano Paul Auster (divenuto famoso con “La trilogia di New York” del 1987) acclamato dai critici come suo “capolavoro”, Invisibile si sviluppa lungo l’arco di circa quattro decenni, portando con sé diversi personaggi e diverse voci narrative. All’inizio del libro, a raccontarci la sua storia è lo stesso Adam, ricordando i suoi anni giovanili, vissuti tra l’America e la Francia: ma nel susseguirsi degli eventi, in diversi flashback e salti temporali, anche i narratori e la forma della narrazione cambiano, presentandosi infine sotto forma epistolare. All’originalità della forma romanzesca si accompagna una storia forte, che tocca diverse tematiche: le illusioni della gioventù, le aspettative infrante, la scoperta dell’erotismo, la violenza, la vendetta e l’implacabile sete di giustizia. Molte sono le pagine che scuotono l’animo, che provocano disgusto, paura o commozione: alcuni eventi – in tutta la loro tragicità – sono davvero difficili da metabolizzare. Ciò nonostante Paul Auster riesce ad indagare e a descrivere l’animo umano, le sue ossessioni, le sue bassezze in modo profondo e sconcertante, dando vita ad un romanzo che arricchisce e celebra la letteratura. Rimangono molti interrogativi, che l’autore non svela, e il finale provoca un nuovo brivido: ma la storia di Adam è ormai scivolata via, portando dietro di sé rimpianti e rimorsi.

Mariangela Celiberti

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