Pubblicato il: 11 maggio, 2012

Italia, anno 2012: quadro di povertà

povertaÈ un episodio che non è passato sui notiziari nazionali, ma che vale la pena di essere citato: lo scorso 2 aprile a Padenghe, un paesino nel bresciano, un pensionato di 69 anni ha scippato la propria vicina, sua coetanea, che aveva appena ritirato la pensione. Un giovane ha poi fermato la sua corsa consegnandolo ai carabinieri: la pena di cinque mesi di reclusione gli è però stata sospesa dopo che si è venuti a conoscenza delle motivazioni che lo avevano spinto a commettere reato: la propria, misera pensione di 900 euro al mese non era sufficiente. E certo, se l’atto non è giustificabile, sicuramente molti di noi capiranno il suo gesto: specialmente quella famiglia italiana su cinque che vede il proprio stipendio sparire dietro alle spese essenziali (cibo, medicinali, scuola, carburante dell’automobile… e spesso anche un affitto o un mutuo) ben prima che arrivi la fine del mese. I dati parlano chiaro: un’indagine effettuata da Eurispes e dall’istituto San Pio V testimonia che aumentano sempre di più le richieste di piccoli prestiti per acquistare beni primari, ben il 25% del totale delle “concessioni” erogate. Queste richieste sono aumentate ben del 100% negli ultimi dieci anni, raggiungendo il picco nelle regioni del Sud. A questo quadro generale andranno poi inseriti gli effetti delle nuove imposte: la tassa sugli immobili che diventerà effettiva a giugno si inserisce nella prospettiva di un popolo disastrato e stanco. Se, infatti, un pensionato su due guadagna meno di 1000 euro mensili e le famiglie sono costrette a chiedere prestiti, agli anziani che vivono negli ospizi toccherà la peggior batosta: la casa di riposo è considerata come una seconda residenza, la quale già per i suoi servizi costa loro circa 1400/2000 euro di retta mensile. Soldi che spesso la pensione non consente, e che quindi vanno ulteriormente a pesare sui redditi delle famiglie. Un’altra categoria che annaspa sempre di più per poter raggiungere il successivo stipendio è quella dei padri separati: il loro stipendio deve mantenere se stessi, i figli e, spesso, anche la loro madre. Per questo spesso e volentieri li si incontra alle mense dei poveri, luoghi di raccoglimento che stanno diventando sempre più comuni per più strati sociali. Peccato che anche qui gli alimenti sembrano essere sempre meno: è così che, lo scorso 29 Aprile, nella mensa della comunità di Sant’Egidio allestita nel quartiere Trastevere di Roma, un marocchino di 34 anni arrivato tardi e rimasto senza approvvigionamenti è arrivato ad accoltellare un italiano ed un romeno per potersi appropriare dei loro pasti. Del resto, gli stessi organizzatori della mensa denunciano la loro difficoltà a sfamare tutti: i partecipanti alla mensa sono passati, in poche settimane, da 20/25 ad un centinaio di più, a prova del fatto che questo popolo italiano è sempre più disperato: questa cinghia sta diventando soffocante, ed ormai c’è da chiedersi se ci siano ancora dei buchi disponibili per stringerla.

Sara Servadei

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