Pubblicato il: 25 Giugno, 2008

Italiani solo su un campo di calcio

palloneNonostante la cruda sconfitta, in tanti hanno sperato, si sono emozionati ed hanno seguito con forte passione l’iter della nostra Nazionale di calcio durante le qualifiche per il titolo europeo. Davanti a maxi schermi e radioline si son messi soprattutto gli innumerevoli appassionati di questo sport così tanto amato e seguito nel bel paese. A questi legittimi sfegatati del pallone, si è aggiunta però anche una considerevole percentuale di persone che non ama il calcio, non ne conosce nemmeno una regola e non si guarderebbe mai una partita in tempi normali, ma quando gioca la Nazionale per loro è tutto magicamente diverso: è giunto infatti l’indiscutibile momento di estraniare tutto il loro amore per la patria, infierendo contro l’arbitro di turno perché ammonisce il prediletto della squadra anche se con tutte le ragioni, o seguendo come unica regola del gioco il fatto che la palla debba entrare nella porta avversaria.

Goal? Si esulta, si sprecano le lacrime, si sventolano tricolori e si canta commossi qualche frase incerta dell’inno nazionale.

C’è bisogno che la Nazionale Italiana di calcio giochi una partita importante perché gli sventurati italiani si sentano tali e osino mettere alle finestre la bandiera del loro paese?

Che razza di ipocrisia è mai questa?

Perchè l’amore per la patria, se è ciò che infiamma gli animi di questi tifosi occasionali, non si manifesta anche per le altre discipline sportive?

Ma chi dei tanti italiani sapeva che Venerdì e Sabato 21 e 22 Giugno in provincia di Trento si sono svolti i mondiali delle numerose discipline della montain bike?

Per quella di down hill, la cui gara è avvenuta nella splendida Val di Sole, l’atleta azzurro della sezione “uomini elite”, si è addirittura guadagnato la rispettosissima quindicesima posizione su ben 102 partecipanti. Una competizione entusiasmante si è svolta in territorio nazionale e tutti gli italiani erano con gli occhi oltre confine a guardare i successi e le sventure dell’unico sport per cui abbiano un po’ di interesse ma per cui, considerati i sanguinosi innumerevoli incidenti negli stadi, non siano in realtà capaci di portare il minimo rispetto.

Eleonora Tosco

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