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La cinefilia di Enrico Ghezzi

Finalmente, dopo due anni di assenza, Enrico Ghezzi è stato ospite nella nostra città per festeggiare i 20 anni di “Fuori Orario” con la manifestazione “Eccentriche visioni, cinefilie ghezziane” tenutasi allo Zo dall’8 al 10 Ottobre nell’ambito della sezione cinema del Mitifest 2009. Lo scorso 9 Ottobre, il conduttore e critico cinematografico ha incontrato gli studenti universitari al Coro di Notte dell’ex Monastero dei Benedettini e ha aperto una finestra sul proprio mondo “fuori orario” (o fuori sincrono, se vogliamo): Ghezzi spiega come entrambi i propri programmi Fuori orario e Blob, per quanto diversissimi e con premesse e scopi differenti, siano essenzialmente eventi passati, scaduti, in ritardo rispetto alla realtà dell’immediatezza; entrambi realizzano inoltre un perfetto esempio di “gioco dei vasi comunicanti” o pastiche postmoderno nell’interscambio tra televisione, cinema, musica. Blob, sfruttando i meccanismi di frenetica comunicazione figurativa e dell’iper-informazione, decostruisce la cronaca e la passa al vaglio critico, tremendo quanto silenzioso e ironico, del montaggio-smontaggio. Ma si tratta in ogni caso di post-cronaca, di commento dei fatti già accaduti e noti. Fuori Orario d’altro canto, proponendo “cose mai viste”, è anch’esso un emblema dello scarto, del ritardo, dell’anacronismo: la realtà e l’attualità vengono filtrate attraverso gli occhi di registi spesso sconosciuti – altrettanto spesso non più conosciuti – e subito “archiviate” insieme al passato. Ed è proprio grazie alla volontaria e anarchica reclusione nei bassifondi del palinsesto televisivo che Fuori Orario è assurto al ruolo di programma lontano e criptico, potendosi inoltre permettere una maggiore libertà e autonomia, sguazzando nell’asistematicità, indugiando nella voglia di raccontare un’emozione del singolo, giocando a fuggire per non farsi riconoscere, divulgando gli unici capolavori di talentuosi geni volontariamente rimasti sommersi nella non-notorietà. Ghezzi parla eccezionalmente “in sincrono” anche se le sue risposte sono spesso elusive, eteree, lontane e criptiche proprio come il programma che incarna la passione di una vita, la passione per il cinema e la sua divulgazione; e rende così omaggio, sibillinamente, a quel pubblico di sonnambuli con il quale gioca, in maniera molto seria, a fare Cinema, a salvarlo.

Ornella Balsamo