Pubblicato il: 10 giugno, 2011

La Fionda

Rabbia, disperazione, profonda solitudine e bisogno d’amore ne La fionda di Nikolaj Koljada, in scena al Teatro Macchiavelli di Catania.

“La vita è dove sono i tuoi sogni”

La paura e l’autocommiserazione possono bruciare la vita di un uomo fino ad annientarla, la spinta verso l’assoluto, la libertà del volo possono essere il percorso per passare ad una vita autentica. In questa dicotomia si articola l’interpretazione, aperta e complessa, adottata dal regista Salvo Piro per mettere in scena La Fionda di Nikolaj Koliada.

Ll’ja è un uomo di trentatré anni, da dieci sulla sedia a rotelle, dopo un incidente sul lavoro, vive come un barbone, dedicandosi all’alcol ed alla propria solitudine, in quartiere di periferia di una città sovietica. Anton è un ragazzo di diciannove anni, studente di agraria, porta dentro di sé un segreto che lo tormenta. Larisa, è la giovane vicina di casa di Ll’ja, dal passato discutibile, fa la corte a Ll’ja, che la rifiuta credendo che la donna sia interessata solo al suo appartamento. Un giorno Anton salva Ll’ja dall’impatto mortale con un camion, e lo riporta a casa. Dopo la diffidenza iniziale di Ll’ja, tra i due nasce un legame fortissimo, un’amicizia profonda. Condividono ricordi, esperienze, incrociano le loro solitudini e il loro senso di inadeguatezza, frustrazione nella vita quotidiana,  e il senso di impotenza nei rapporti con le donne. La loro intimità si fa sempre più profonda, finché Anton, turbato dai fantasmi del passato, diventa sempre più violento nei confronti dell’amico, fino a decidere di interrompere per sempre la loro amicizia. Quando Anton, dopo mesi, torna a cercare l’amico, trova Larisa a dargli la notizia della sua morte. Lo scena in cui si svolge in un unico ambiente: una stanza, a dare inizio allo spettacolo una frenata e un rumore di vetri infranti, a chiudere la scena la ricomposizione dell’immagine intera allo specchio. Ad interpretare Ll’ja l’attore Fabio Balasso, nei panni di Anton Liborio Natali, mentre in quelli di Larisa troviamo Pamela Toscano, nei panni di un chitarrista Denis Boichk. Le musiche di scena sono affidate alla formazione elettroacustica Der String mit o. Lo spettacolo è una produzione dell’associazione Ingresso Libero, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania.

Laura Timpanaro

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