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La nascita di un fratellino

23 luglio 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

mamma-aspetta-fratellinoLa notizia della nascita di un fratellino sicuramente sconvolge l’assetto familiare e spetta ai genitori il compito di preparare il primo figlio al nuovo arrivo.

Indipendentemente dall’età del primo figlio il compito è delicato in quanto il bambino abituato ad avere tutte le attenzioni per sé difficilmente non proverà sentimenti di gelosia o manifesterà comportamenti aggressivi o capricciosi in alcuni casi anche regredendo nello sviluppo psico-fisico.

Si potrà assistere allora ad episodi di enuresi notturna (la pipì a letto), ad atteggiamenti aggressivi nei confronti del fratellino o della sorellina (pugni o schiaffi) e ad atteggiamenti aggressivi anche nei confronti della mamma e dei familiari che accudiscono il neonato.

Per evitare questi atteggiamenti i genitori devono fin dalla notizia della gravidanza preparare il figlio all’arrivo del fratellino dialogando molto ad esempio su come sarà il neonato, su come il figlio essendo il più grande può aiutare i genitori nel prendersi cura del neonato e rendendolo partecipe sulla sistemazione della stanza del fratellino e sull’acquisto dei vestitini o dei giocattoli.

E’ necessario che le abitudini del primo figlio non vengano cambiate, se non si è fatto in passato ormai è meglio aspettare altrimenti ogni cambiamento sarà attribuito all’arrivo del fratellino creando giustificate gelosie.

Quando il neonato nascerà i momenti di sconforto e di nervosismo da parte dei genitori saranno normali anche perché non solo si dovrà gestire il “piccolo” ma anche il “grande” e la pazienza e il tempo sono i migliori alleati.

I genitori devono rendere il “grande” partecipe nella gestione del fratellino, ad esempio la mamma può chiedere al “grande” di controllare al posto suo il neonato quando piange o di accarezzarlo per tranquillizzarlo, e dopo i primi mesi organizzare delle passeggiate tutti insieme per creare dei momenti di unione non trascurando entrambi i figli, leggere delle fiabe ad entrambi chiedendo l’aiuto del “grande”, organizzare dei momenti di gioco condivisi anche se le età sono diverse, stimolare il “grande” ad elaborare un disegno per il fratellino o a raccontare lui stesso una storia o la sua giornata scolastica non solo ai genitori ma anche al neonato.

Naturalmente il coinvolgimento deve essere graduale, adattato all’età del primo figlio e rispettando i tempi e gli spazi di tutti i membri della famiglia e soprattutto non costringendo il primo figlio ad accudire il fratellino se egli non vuole farlo o a volergli bene necessariamente.

Coinvolgendo attivamente il figlio maggiore e rendendolo partecipe alla gestione quotidiana egli si abituerà gradualmente a riconoscere il nuovo membro della famiglia e il nuovo assetto familiare creando con il fratellino o sorellina un legame di condivisione e di alleanza che si definirà e rafforzerà con il passare degli anni.

 

La Pedagogista, Mediatore Familia
Dott.ssa Claudia Dell’Aquila

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