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La nuova vita del teatro Duse

22 marzo 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

teatro_duse-bo_interniLe luci si sono riaccese sul suo palcoscenico. Si odono di nuovo voci e melodie. Il Duse, storico teatro di Bologna, nonostante la chiusura annunciata e avvenuta a dicembre, da gennaio accoglie di nuovo compagnie teatrali e pubblico. Dopo i tagli del governo Berlusconi alla cultura, che aveva decretato la fine dell’Eti e quindi anche del Duse, essendo da questo gestito, sembrava non ci fossero speranze di tenerlo in vita. In realtà, come ha sottolineato il nuovo direttore Guido Ferrarini: “Erano stati soppressi gli eventi, ma non il Duse. Si è creato un equivoco: l’Eti è stato chiuso, ma al Duse c’è stato solo un cambio di gestione”. Una nuova vita insomma, con “tanta buona volontà, e accollandosi le spese.” Da gennaio a maggio sono previsti venti spettacoli: “questo è solo il momento del passaggio- afferma Ferrarini.- E’una stagione non completa, ma già con delle novità rispetto al passato. L’8 marzo abbiamo portato in scena uno spettacolo dedicato alle donne partigiane, che prima non ci sarebbe mai stato. Abbiamo voluto cose nuove in un teatro ‘tradizionale’, in attesa di una stagione intera. Vogliamo cambiare rotta, svecchiando”. Si progetta in grande, per il Duse. “ Vogliamo che il Duse  diventi un teatro di livello europeo, che proponga spettacoli tradizionali ma anche sperimentali. Si trasformerà in un teatro di produzione, con una propria compagnia e con altre compagnie che verranno ospitate. Sarà uno stabile privato di interesse pubblico. teatro-duse-esterni La nostra ipotesi di teatro porta il nome di ‘Idee di teatri’: ossia, si esplorano varie possibilità”. Ma i soldi per poter continuare questa avventura, arriveranno? “Siamo ottimisti- ci racconta Ferrarini.- In questi giorni verranno prese delle decisioni, sapremo come saranno versati i fondi tra il comune, il ministero e la regione. Stiamo cercando di accelerare i tempi, per poter pensare alla prossima stagione. Il Duse dovrebbe definitivamente salvarsi, intanto abbiamo delle boccate di ossigeno”. La cultura è più che mai viva, secondo il nuovo direttore: “ Nel nostro progetto saranno coinvolti anche il teatro Dehon e il teatro Tivoli. Il primo con spettacoli più ‘popolari’, il secondo con spettacoli comici e dialettali. E poi il Duse, con spettacoli d’élite e di livello europeo”.  L’entusiasmo di Ferrarini è indubbiamente contagioso e il suo pensiero va alla città e alle fasce cosiddette “deboli”:“ Gestiremo un organismo potente per salvaguardare la cultura a Bologna e ci rivolgeremo anche alle fasce meno protette: i giovani, gli anziani, gli studenti”.

Alla fine, un invito: “Venga a teatro, mi raccomando”.

 

Mariangela Celiberti

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