Pubblicato il: 27 Agosto, 2007

La Santa Sede nel mirino del Fisco

Chiesa e FiscoSulla scia della finanziaria 2007 targata Governo “Prodi”, seguendo di questi la tolleranza zero nei confronti degli evasori fiscali, la Comunità Europea punta il dito contro il patrimonio della Santa Sede. Questa estate le cronache di quasi tutti i giornali noti e meno noti avevano puntato l’accento sul “caso” Rossi; Valentino infatti fu tra le vittime illustri delle ganasce fiscali più nominata degli ultimi 20 anni di cronaca giornalistica, dopo le vicende facenti capo a Lady-D, a Silvio Berlusconi e alle soubrette “senza cervello” di turno trascinate nello scandalo da quel buontempone del Corona. Stavolta a finire tra le grinfia del Fisco è un Nome, anzi un’Istituzione, una colonna portante della cultura “traviante” : La Santa Sede! E chi l’avrebbe mai immaginato? Non era il Cardinale Bertone che fino a qualche settimana fa tuonava: “Tutti devono pagare le tasse“; oggi diremo e ci sta a pennello: “da che pulpito viene la predica!“. A togliere ogni dubbio sulla genuinità della notizia ci pensano grandi quotidiani nazionali come La Repubblica o TG come il TG3 ancora non mascherati dalla pseudo finta morale da “bravi ragazzi” tipica del nostro paese. Ad occuparsi di un soggetto di cotanto spessore è un’apposita commissione dell’Unione Europea e non poteva essere altrimenti vista la cecità palesata dall’Italia su ogni questione in materia Chiesa. Ecco che i commenti cominciano a sprecarsi, il paese si divide: da un lato abbiamo la Destra ancora piena di retaggi fascisti (ma Mussolini non era ateo?), dove l’obiettività non esiste e dove l’evasione fiscale è un concetto limpido e trasparente come quello di Mafia (ci si domanda da quale vocabolario o enciclopedia traggano insegnamenti) e dall’altro c’è da confrontarsi con la spaccatura ormai tipica in seno alla sinistra tra area moderata e area radicale. Così abbiamo Fausto Bertinotti (ormai innalzato a carica istituzionale) che diplomaticamente afferma davanti ai Media: “I beni adibiti all’uso religioso non vanno toccati, il resto va dichiarato”, e ancora “non sono per una guerra contro la religione” e l’ala radicale della sinistra invece molto più drastica parla della necessità di un boicottaggio verso la religione cattolica e minaccia una vera e propria guerra contro il mondo religioso. C’è chi invece molto flemmaticamente sostiene come la Chiesa abbia già “sguinzagliato i propri servizi segreti per far finire il tutto nel dimenticatoio”, e su questa soluzione qualcuno ha già fatto più di un pensierino.

Girolamo Ferlito

3 Responses to “La Santa Sede nel mirino del Fisco”

  1. 1
    Maupin Says:

    Cosa dire? Sembra naturale rispondere: “Me lo aspettavo prima o poi”, del resto tutto quel lusso sfrenato in cui da secoli vivono cardinali, vescovi e altre cariche ecclesiastiche…Ma ricordo male o Gesù promulgava la semplicità, l’essenzialità e la ricchezza ma solo di spirito…Forse i rappresentanti della Chiesa hanno preso fin troppo alla lettera il termine ‘ricchezza’, certo il che è da ammirare, eseguono perfettamente nei dettagli la parola di Gesù Cristo…non c’è che dire…

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  2. 2
    Jerry Says:

    Io sono ateo e scagliarmi contro la Chiesa potrebbe sembrare il solito passatempo del bambino “cattivo”. Ma questo articolo fondamentalmente per me è solo l’ennesimo spunto di riflessione. Dici bene Maupin sul concetto di ricchezza. La cosa che fa più rabbia resta il fatto che il Papa e tutti i suoi “scagnozzi” sono sempre là a criticare chi non segue i dettami del cristianesimo, a dire beati i poveri a dire ancora peggio come dice l’autore del pezzo “pagate le tasse”. Ma chi ci salverà da tutto questo potere assoluto che il Vaticano, pieno, di soldi, di banche, di radio e di tv, ogni giorno esercita? Forse Dio?

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  3. 3
    pasqui Says:

    I mercanti del tempio inviano i pizzini alle segreterie dei Partiti.
    La partitocrazia Italiana genuflessa e sui libri paga del Vaticano si dimena a dimostrare,al popolo Italiano alla fame,la giustezza dell’evasione fiscale Clericale.L’europa con più dignità politica non intende soccombere alle ingiustizie fiscali che si consumano in Italia in nome di un’ipocrita sacralità clericale.Il clero una manipola di parassiti a capo di una potenza economica che impone paura.Cordialmente

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