Pubblicato il: 17 Novembre, 2009

La Zona

zonaLa Zona è un quartiere di Città del Messico interamente circondata da alte mura di recinzioni. All’interno vivono famiglie benestanti che hanno creato lì un proprio ecosistema. Tutto il quartiere è controllato, dentro e fuori, da telecamere posizionate in ogni angolo ed in una delle quali addetti controllano che non accada nulla di strano. All’esterno è la miseria assoluta, una distesa di baracche riempie la collina e la valle. Una notte, durante un temporale, un cartellone pubblicitario cade poggiandosi sul muro di recinzione della Zona. Per tre giovani che si trovavano sul posto è l’occasione per entrare e rubare qualcosa. Ma le cose non vanno come previsto. Due giovani cadono abbattuti dal fuoco della sorveglianza, il terzo, Miguel, riesce a fuggire, ma non ad uscire dalla Zona. Per lui adesso è impossibile uscire da lì. Tra mazzette e prove infangate, i residenti della Zona iniziano le ricerca del terzo uomo. Lo trova il giovane Alejandro, ma lo protegge, ed i due iniziano a conoscersi.

La Zona è un film del regista esordiente Rodrigo Plà, uruguagio, rifugiato politico in Messico. Plà mostra una società spezzata in due, in cui un folto gruppo di ricchi non vuol vedere intaccati i propri privilegi e vedersi mischiato alla gente povera che vive all’esterno. Pur di mantenere intatto il sistema, gli abitanti della Zona sono disposti a tutto. Compreso uccidere o coprire uccisioni. Trasversalmente, però, ad aprire una breccia sui muri costruiti dai padri è Alejandro, un giovane che non ha paura di venire a contatto col mondo esterno. La Zona è anche una storia di corruzione. In una situazione difficile come quella messicana, i problemi si risolvono con le mazzette. I poliziotti non si capisce da che parte stanno. E se un poliziotto vuol fare il proprio dovere, ci sarà anche un collega che si venderà al migliore offerente. La Zona è uno di quei film che dovrebbe essere portati nei cinema, dovrebbero essere fatti vedere ai giovani come spunto di riflessione. Ma purtroppo anche il cinema si inchina di fronte alla logica del denaro. Merita senza dubbio di essere visto.

Diego Bonomo

Leave a Reply