Pubblicato il: 30 agosto, 2011

Lago Film Fest 2011: i vincitori

lago_film_fest-logoDodicimila spettatori per nove giorni di festival. Cinquantasei ore di proiezioni di film provenienti da ottantasei paesi del mondo; dodici performance d’arte e  un’istallazione al neon inedita; quattro concerti e trentasei ore di diretta radiofonica con Viviradio. Con questi numeri si è conclusa, sabato 30 luglio, la settima edizione del Lago Film Fest. Migliaia le visualizzazioni del sito, del blog e della pagina ufficiale della manifestazione su Facebook, a ulteriore conferma del successo riscosso dalla manifestazione.

I vincitori  delle varie sezioni – Internazionale, Nazionale, Veneta, “Sui generis”, Nuovi segni, Unicef e Rodolfo Sonego – sono stati premiati sotto un cielo stellato e di fronte una gremita platea.

Il vincitore assoluto di questa edizione è stato il film greco “O Marios Kai To Koraki” di Yiannis Bougioukas, storia di un uomo di mezza età che si ritrova a dover affrontare i mille imprevisti della vita. Il regista greco riceverà in premio la possibilità di girare il suo prossimo lungometraggio proprio a Revine Lago: un modo per valorizzare il territorio e sottolineare come il Festival sia promotore di arte, ricerca e creatività.

La menzione speciale della Giuria è andata invece al film sperimentale portoghese “Alfama” di Joao Viana.

Per la sezione internazionale, tre le menzioni speciali: Miglior film  “O Marios Kai To Koraki”;  miglior film d’animazione al finlandese “Benigni” di Pinja Partanen, storia di un’amicizia particolare tra un uomo e un tumore benigno; miglior documentario al norvegese “Rorbuas Metamorfose Levenden Museumskatalog” di Karin Pennanin, ritratto antropologico delle diverse generazioni.

Nella sezione nazionale, vittoria assoluta del film “Cose naturali” di Germano Maccioni, storia di un uomo che si lascia andare completamente ai piaceri della carne. Menzione speciale come miglior attore a Nicola Nocella, protagonista del cortometraggio “Omero bello di nonna” di Marco Chiarini. Menzione speciale miglior documentario a “Unfinished Italy” di Benoit Felici: rovine e architetture incompiute del “Belpaese”.

La sezione veneta è stata dominata dal film “La scelta” di Alessandro Veronesi, un thriller con protagonisti quattro uomini e i loro segreti. Menzione speciale al miglior film d’animazione “Synthetic” di Petro Vasili Bertoluzzi, videoclip realizzato dall’istituto d’arte  “Bruno Monari”. Menzione speciale come miglior documentario a “Eclissi di fine stagione”di Vito Palmieri, storia di quattro albanesi che a Jesolo cercano la propria “rivincita sociale”.

“Tous les hommes s’appelent Robert” è il vincitore della sezione sui generis, il racconto di una caccia all’uomo nei boschi ricca di suspence. Menzione speciale come miglior film a “Garibaldi senza barba”di Nicola Piovesan, avventure grottesche di vecchietti molto arzilli, e al portoghese “Vicky and Sam”, storia di amore e mistero tra due sconosciuti.

La sezione Nuovi Segni, volta a premiare nuove tecniche di sperimentazione e ricerca con le immagini, è stata vinta dal tedesco “Spin” di Max Hattler, divertente danza di soldati giocattolo. Menzione Speciale al greco “Pigs” di Kotzamani Konstantina, fiaba dei tre porcellini rivista in chiave adolescenziale, e all’altro greco “Dustin!” Di Kostantinos-Antonios Goutos.

La Sezione Unicef, che riunisce una rosa di pellicole destinate al pubblico dei più piccoli e sottoposte al giudizio di una giuria di giovanissimi spettatori, ha visto la vittoria del tedesco “Bob” di Jacob Frey e Harry Fast, divertente epopea di un criceto all’inseguimento  del suo grande amore.

Il Premio Rodolfo Sonego, omaggio al celebre autore di tante storie del cinema italiano, quest’anno è stato assegnato a “Sole” di Stefano Valentini, dialogo appassionato e insieme struggente tra due donne al tramonto della loro età.  Tre le menzioni speciali:  “Dannate caramelle” di Alessio Angelico; “L’auspicabile svantaggio” di Massimo Vavassori, dove il cinismo di un ragazzo che fantastica di diventare invalido si scontra con quello del bulletto della scuola; “Una vecchia armonica” di Gabriele Sabatino Nardis, il cui protagonista, un reduce del terremoto dell’Aquila, rincorre l’obiettivo di recuperare un oggetto perso durante la terribile catastrofe.

 

Mariangela Celiberti

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