Pubblicato il: 28 marzo, 2011

Lanterna magica 2011, a un solo passo dall’Apocalisse

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La lanterna magica (rassegna)
Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il Cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania. Il titolo, per nulla confortante, suggerisce tetre tematiche su cui riflettere: a dieci anni dall’11 settembre l’immaginario cinematografico rielabora il lutto dello scontro tra civiltà. Le minacce di un’invasione o di un attentato sembrano disegnare un mondo che si prepara alla sua fine. Fosche profezie di sventura proiettano le paure di un rovesciamento della civiltà occidentale a opera di nuovi barbari, di una popolazione altra, aliena o vampira o zombie, che promette trama l’estinzione della razza umana. Alessandro De Filippo ha scelto i titoli della rassegna creando un’armonia con il tema che ha deciso di affrontare quest’anno all’interno del suo corso di storia e critica del cinema (le lezioni sono appena iniziate).

I titoli (la visione avrà luogo presso l’ex Monastero dei Benedettini, Coro di Notte ore 16:00):

6 aprile Children of men di Alfonso Cuarón
20 aprile I am legend di Francis Lawrence
27 aprile Lasciami entrare di Tomas Alfredson
4 maggio Cloverfield di Matt Reeves
18 maggio Blindness di Fernando Meirelles
25 maggio The happening di M. Night Shyamalan
1 giugno District 9 di Neill Blomkamp
8 giugno The Road di John Hillcoat

Alessandro De Filippo introduce così la rassegna: << La lanterna magica, come ogni rassegna, è un discorso incoerente. Ogni film vale per sé eppure nel confronto con gli altri film del programma assume nuove sfumature, si lascia trafiggere da nuove luci e coprire da nuove ombre. Per questo ogni proiezione è un gioco originale e unico. Di più, ogni sguardo è un dialogo a due, fatto di provocazioni e seduzioni, di sorprese e tradimenti e aspettative disattese. Ogni spettatore è solo con il film eppure è attore di uno sguardo condiviso con gli altri fruitori/attori/autori della platea, la proiezione essendo un’azione collettiva. Di questa ambiguità, di questa ossessiva imprecisione, si nutre il cinema, fatto di sogni-di-realtà, ossimoro perfetto di un’arte imprecisa e illusoria. >>

Elena Minissale

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