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Lavori ai Benedettini: polemiche tra gli studenti

26 dicembre 2010, di   Stampa articolo Segnala articolo  

lavori_ai_benedettiniTutti gli universitari che frequentano le facoltà con sede presso l’ex Monastero dei Benedettini di Catania stanno vivendo a contatto con il cantiere in cui si è trasformato l’intero cortile esterno. Questo sta infatti subendo una ripavimentazione, per una spesa che si aggira attorno ai duecentomila euro. Premettendo che, stando alle parole del geometra dell’Ufficio Tecnico Sorbello, i soldi avanzano da un vecchio appalto e devono per forza essere investiti  in interventi di questo tipo, la soddisfazione degli studenti della facoltà non pare all’altezza della spesa (e del rumore prodotto dal cantiere).  «Prima non era comodo, certo, ma ormai ci eravamo abituati», dice Silvia, studentessa di Filosofia. E se la sparizione della cosidetta “trave”, punto di ritrovo abituale per pause pranzo e sigaretta, ha turbato molti studenti, quello che tutti ci hanno detto è che i soldi potevano essere utilizzati in altro modo.  «La qualità dei computer nel laboratorio multimediale è vergognosa, avrebbero potuto comprarne di nuovi», dice Roberta, e in effetti constatiamo che i pc in dotazione al laboratorio sono quasi dei pezzi d’antiquariato. Anche un potenziamento dei servizi di pulizia della facoltà sarebbe stato visto come più utile dagli studenti. «Molti dei bagni sono sempre in condizioni igieniche pessime, a terra è sporchissimo e spesso manca il sapone per lavarsi le mani», ci dicono in moltissimi, o ancora «si potrebbe fare qualcosa per la questione parcheggi, una convenzione almeno per la zona di Piazza Dante, che peraltro da anni è presa in custodia da un gruppo di posteggiatori abusivi».  Qualcuno si spinge ancora più in là nel nostro gioco del “cosa faresti con duecentomila euro?”, e arriva a sognare l’assunzione di qualche ricercatore di ruolo e lo stanziamento di maggiori fondi per borse di studio o concorsi analoghi, ad esempio, a “Raccontare il Monastero”. Dalla nostra piccola indagine si potrebbe leggere una certa aria da perpetuo malcontento da parte degli studenti, ma se la quasi totalità degli intervistati ha detto, in ultima analisi, che con la crisi che c’è potevano trovare qualcosa di meglio in cui spendere i soldi, forse un motivo ci sarà.

Tomas Mascali

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