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Le Biblioteche Civica e Ursino Recupero: un patrimonio

3 luglio 2009, di Tomas Mascali  Stampa articolo Segnala articolo  

sala VaccariniAll’interno dell’ex monastero dei Benedettini di Catania, si trovano i locali delle Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero. Se essa è ora intitolata al filantropo di inizio Novecento, Antonino Ursino Recupero, la biblioteca non risale certo a tempi così recenti. I primi riscontri di un’attività bibliotecaria si hanno addirittura nel quattordicesimo secolo. Più di seicento anni di storia quindi, storia che sta venendo coinvolta nel duro periodo di crisi che il Comune di Catania sta attraversando ormai da tempo. La direttrice della biblioteca, Rita Angela Carbonaro, con cui abbiamo avuto modo di parlare, è una donna di una passione e dedizione che ormai è difficile trovare. Durante una visita degli splendidi saloni (impossibile non restare estasiati davanti alla sala Vaccarini), ci ha parlato delle difficoltà che la struttura sta attraversando in questo periodo. Vi è una forte carenza di personale: molti sono andati in pensione, e non c’è modo di trovare dei sostituti poiché non potrebbero venire pagati. L’unico aiuto viene dagli studenti che svolgono stage e tirocini, ma si parla di periodi di sole 30 ore,  comunque fruttuosi sia per la biblioteca, che usufruisce di personale, che per i giovani, che imparano qualcosa. Sono stati molti i cambiamenti introdotti dalla Carbonaro, come l’apertura dei locali anche a ragazzi e bambini di età inferiore ai 16 anni – “poiché fin da piccoli bisogna educare i bambini alla bellezza” – , e a proposito di questo ci racconta di una terza elementare di Librino, che a causa dei soliti pregiudizi su certe zone di Catania le era stato consigliato di non ospitare, la quale nell’ambito di un progetto ha creato un erbario così bello da essere esposto addirittura all’Orto Botanico di Catania.

Mentre la visita volgeva al termine, dopo aver visto scaffali antichissimi, scomparti pieni di libri, lo scrittoio di Federico De Roberto (“che ha lavorato qui…come bibliotecario lasciava a desiderare, passava tutto il tempo a scrivere!”) la Carbonaro ha voluto fare un appello, che siamo lieti di girare ai lettori: “questa biblioteca non chiuderà: io penso che quando una struttura chiude, è sicuro che non riaprirà più. Ma la biblioteca non chiuderà, e i visitatori non avranno mai disagi, né per consultare libri, né per studiare, né per visitare i locali. Nonostante i problemi, noi andremo avanti”. Chiediamo se, anche in periodi bui come questi, si possono fare dei progetti per il futuro. “Il mio sogno è una biblioteca che sia aperta giorno e notte, senza interruzioni, sempre pronta ad accogliere chi abbia voglia di studiare”. Un’idea affascinante, quella di una biblioteca aperta anche di notte, un’immagine che conforta. Del resto, come la definisce la Carbonaro, una biblioteca non è un luogo triste e malinconico, ma un luogo pieno di vita e di musica.

Tomas Mascali

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Commenti

1 commento su “Le Biblioteche Civica e Ursino Recupero: un patrimonio”

    giusy
    1

    Purtroppo ora questo importantissimo patrimonio rischia di essere pignorato a causa di un’insolvenza del Comune catanese. Ne “La Sicilia” di ieri così scrive Pinella Leocata: “adesso alle Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero arrivano anche i pignoramenti. Il patrimonio librario raccolto dai Benedettini, le preziose cinquecentine, la magnifica Bibbia miniata che fu di una zarina, le pergamene dei canti gregoriani e gli atti con i sigilli di ceralacca, tutto a rischio, come gli oltre 40.000 volumi di storia siciliana donato l’avv. Antonio Ursino Recupero. [...]. L’insolvenza, anche in questo caso, è del Comune perchè è il Comune che, per statuto, deve provvedere alla gestione della biblioteca che ha sede nel monastero dei Benedettini. Ma l’amministrazione da tre anni non si cura di saldare il proprio debito con la cultura. Non la riconosce.”
    E l’articolo continua. Speriamo che al più presto si prendano provvedimenti seri.

    (segnala irregolarità)

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