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Le domande dimenticate

Nella trasmissione “Porta a Porta” del 5 maggio scorso tutti o quasi tutti (lo share è stato del 33,06%) abbiamo potuto “ammirare” il Presidente Silvio Berlusconi che, in completa solitudine, ha avuto la possibilità di difendersi in merito alle polemiche accese dalla sua presunta frequentazione di minorenni e dalla candidatura “sospetta” di giovani ragazze provenienti dal mondo dello spettacolo; polemica che non ha tardato a suscitare reazioni politiche e lo sdegno della (ex?) first-lady, Veronica Lario. Potremmo discutere su quanto sia opportuno o meno che il Presidente del Consiglio si presenti alla festa di una diciottenne, potremmo tentare analisi scrupolose sulle risposte della Lario che hanno scatenato la bufera  mediatica intorno alla questione. Ma oggi non lo faremo, anche perché aprendo un qualsiasi giornale d’informazione o di gossip (notate la differenza, a parte qualche isolata eccezione?) o accendendo qualsiasi canale televisivo, le possibilità di apprendere notizie riguardo l’argomento non mancano. No, oggi non cercheremo di capire da che parte sta la ragione e non cercheremo neanche di contare quanti capelli ha in testa l’ormai famosissima Noemi Letizia né, soprattutto, cercheremo di giudicare le dichiarazioni di una moglie profondamente ferita che ha chiesto il divorzio. No, oggi per noi è il giorno delle domande, quelle domande ormai dimenticate che non affiorano più nella coscienza individuale di ognuno di noi e men che mai sembrano sorgere da una coscienza collettiva che sembra sprofondata nell’oblio, trasformata in un feroce vouyerismo francamente poco decoroso. Prima domanda, cruda e semplice: esiste negli altri Paesi una trasmissione che possa essere anche solo accostata a quella di Vespa? Sarebbe possibile relegare – o meglio, regalare – così tanto potere d’informazione (quella con la i minuscola) ad un giornalista che una sera ci parla di delitti, un’altra di politica (?) e un’altra ancora, senza alcuna soluzione di continuità o semplice decenza, addirittura di “orgasmi femminili”? Seconda domanda: nella trasmissione, visto che si parlava delle dichiarazioni di una donna offesa, non sarebbe stato quantomeno opportuno invitare almeno una rappresentante della categoria? Non per obbligo, s’intende. Ma almeno per rispetto. Nel salotto maschile di Vespa, quella sera, le parole del Premier hanno sfiorato il machismo più bigotto. Terza domanda: “Porta a Porta” gode di uno statuto speciale? Una trasmissione intitolata “Adesso parlo io”, a poche settimane dalle Elezioni Europee, non ha l’amaro sapore di un comizio autorizzato in barba alla vigente legge in materia di par condicio – sulla televisione nazionale? Cos’è una domanda, allora, viene da chiederci. È semplicemente la diretta e naturale conseguenza di un dubbio. Dobbiamo davvero rassegnarci a credere che gli italiani siano un popolo che non nutre più dubbi? E l’indignazione che li genera, dov’è finita?

Aldo Nicodemi