Pubblicato il: 21 Aprile, 2010

Le notizie? Si vendono on-line

Giunge dal Regno Unito una novità che promette di condizionare sensibilmente il sistema locale della carta stampata.

Si chiama “Sellthatstory.com” ed è un sito internet che si pone come intermediario tra la gente comune ed i tabloid. Una sorta di agenzia di “vita vissuta” che seleziona storie personali di anonimi cittadini per rivenderli a quotidiani e riviste. La bizzarra trovata porta la firma di due vecchie volpi del giornalismo britannico, ovvero Angela Epstein e John Jeffay –  rispettivamente ex editorialista di “Men” ed ex direttore del “Manchester Metro News” – che assicurano lauti guadagni a quanti decideranno di affidare loro una storia appetibile dai media. Si parla di cifre che oscillano in media dalle 200 alle 500 sterline, ma che in caso di vicende particolarmente insolite possono toccare vette di 1000 o anche 2000 sterline: importi da far girare la testa in tempi di recessione! I due navigati reporter lo sanno bene ed appaiono in pose ammiccanti sulla home page del portale confermando ai navigatori che sono capitati nel posto giusto per vendere una storia, specie se inerente ad una relazione sentimentale. «Più è incredibile, maggiore è il guadagno» recita l’eloquente slogan che accompagna le parole con cui gli ideatori tranquillizzano gli utenti: «Nessun obbligo, nessuna pressione, giusto un semplice filo diretto per tramutare una reale esperienza di vita in denaro contante. Vi condurremo per mano in questo percorso con la minima invadenza e la massima sensibilità. Chiamateci o mandateci una e-mail per raccontarci la vostra vicenda e noi vi diremo quanto si può guadagnare». Un’iniziativa in cui lo scaltro John Jeffay crede ciecamente, come spiegato attraverso le pagine del “Guardian”: «C’è un insaziabile appetito per storie di vita vissuta. Basta sfogliare una rivista femminile per avere un’idea: la richiesta maggiore è di storie di persone comuni che parlano di esperienze straordinarie». Un meccanismo che sembra destinato al successo nonostante le polemiche sollevate nel mondo dell’editoria tradizionale, sempre più messa a dura prova dal web.

Andrea Bonfiglio

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