Pubblicato il: 20 marzo, 2012

Le piramidi siciliane: tra mistero e archeologia

piramide-pietraperziaL’isola mediterranea dalla forma triangolare custodisce molteplici beni storico-culturali di valore inestimabile: la Valle dei Templi (AG), il teatro greco di Siracusa, il tempio di Segesta e Selinunte (TP), il castello di Aci (CT), il castello Ursino (CT), ecc.

Tra i vari reperti e siti archeologici isolani, di certo quelli avvolti da una particolare aura di mistero sono le piramidi dell’Alcantara (CT) e Pietraperzia (EN). Tali piramidi presentano caratteristiche simili a molte altre presenti in giro per il mondo. I gradoni, le scale e in alcuni casi una forma fortemente allungata sono i punti in comune tra le varie piramidi,  inoltre l’edificazione di queste veniva attuata seguendo sempre i punti cardinali. La domanda che immediatamente prende vita in tutti i curiosi, appassionati e studiosi è la seguente: Chi innalzò tali piramidi, quando e a quale scopo? Le risposte sono molteplici e diverse tra di loro, proprio questa è la causa del mistero che avvolge tali bellezze archeologiche. Alcuni studiosi considerano le piramidi siciliane soltanto delle semplici postazioni di osservazione, costruite sotto il volere del latifondista, il quale attraverso queste “torrette” poteva meglio controllare il lavoro dei servi della gleba. Altri ricercatori affermano che l’edificazione delle piramidi non è così recente e la loro costruzione è troppo complessa e certosina per la mera funzione alla quale dovevano essere destinate. C’è qualcosa di molto più remoto, importane e profondo che riguarda le piramidi siciliane, poiché queste venivano innalzate per avere un significato prettamente spirituale, per essere un luogo di preghiera, ideato e  costruito da popolazioni primordiali. La popolazione alla quale si attribuisce la paternità delle piramidi siciliane è quella dei Sicani, imparentati con un’altra popolazione ancor più remota, i Guanci. Questo antichissimo popolo di origine indoeuropea si stanziò nella zona nord-occidentale dell’Africa, le isole Canarie e la parte meridionale della Spagna, l’Andalusia. I Fenici e i Cartaginesi scoprirono il popolo dei Guanci attraverso i loro viaggi nel mediterraneo e nella costa atlantica dell’Africa.

piramide-alcantaraI Guanci vivevano nelle caverne sui pendii delle montagne ed erano dei virtuosi nel campo manifatturiero, adoravano divinità stellari e il Dio Sole, così come gli Egizi. Tale popolazione arrivò in Sicilia in seguito ad una serie di migrazioni lungo il corso dei millenni, quindi dall’Africa arrivarono in Spagna attraversando lo stretto di Gibilterra, e infine dalla Spagna si spostarono in Sicilia. Quando con il passare dei millenni i Sicani si stanziarono nell’isola dalle tre punte, portarono e diffusero la loro cultura di matrice astronomica, quindi simile a quella dei Guanci, il culto del Dio Sole e l’erezione di grandi e pesantissimi megaliti e piramidi, a dimostrazione della loro fede agli dei e come offerta a questi ultimi. Quindi, le piramidi di Pietraperzia  e dell’Alcantara sono state create da mano sicana; si tratta di costruzioni a pianta rettangolare, lunghe circa cinquantacinque metri e alte circa tredici metri, intorno a queste si trovano quattro scale megalitiche intagliate nella roccia e orientate secondo i punti cardinali. Nello specifico, in cima alla piramide di Pietraperzia si scorge la presenza di un trono in pietra, forse utilizzato per scopi propiziatori e/o rituali di fertilità. In conclusione, al di là delle varie versioni dei fatti, ciò che vi è di sicuro è la presenza di reperti unici nel loro genere, i quali insieme a tutte le altre grandi meraviglie archeologiche e naturali situate in Sicilia, fanno di quest’ultima la culla della civiltà, un’isola felice dalle grandi potenzialità storico-artistiche, la quale dovrebbe godere di maggiore attenzione da parte delle autorità in materia di beni culturali, della giusta importanza da parte dei turisti e maggior rispetto e presa di coscienza da parte della popolazione locale.

Leonardo Di Stefano

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