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Le truffe più comuni

24 febbraio 2013, di   Stampa articolo Segnala articolo  

truffe-comuniSi presentano come guaritori miracolosi, passanti cordiali o parenti lontani, ma tutti quanti hanno una cosa in comune: sono truffatori. Cadere nella trappola è sempre più facile, anche a causa della rete internet in cui ingannare ed essere ingannati è sempre più facile. I messaggi-truffa, del resto, si insinuano nei siti che siamo soliti visitare, e ci invitano ad inserire i nostri dati personali –numero di carta di credito compreso, ovviamente- con il pretesto di una verifica o di un aggiornamento, riuscendo ad aggirarci con facilità.
Naturalmente, però, alle truffe virtuali si accompagnano quelle “dal vivo”: tra i più celebri vi sono sicuramente i “santoni”, ovvero finti guaritori che dicono di saper parlare con i morti, leggere il futuro o guarire malattie grazie ai loro superpoteri. Queste persone finiscono per adescare soggetti particolarmente deboli o alle prese con un periodo difficile, spingendoli a donare loro cospicue somme in denaro in cambio di talismani miracolosi o di medicamenti assolutamente inadatti a guarire gravi patologie.
Questa truffa non è, però, la sola: un’altra tra le più comuni è quella in cui due donne dall’aspetto rispettabile ed elegante, talvolta spacciandosi in maniera molto convincente per parenti lontane, riescono a farsi invitare a casa del povero malcapitato e qui lo intrattengono con chiacchiere e sproloqui. Ad un certo punto, una delle due chiede di andare in bagno: tale richiesta è chiaramente una scusa per poter rovistare tra beni di valore e soldi mentre l’altra continua a distrarre il truffato. Poco dopo, le due donne se ne vanno con una scusa portandosi via un cospicuo bottino.
Un altro raggiro sempre più comune è quello legato alle vacanze super-scontate: di recente si è scoperto che una società (dichiaratasi poi fallita) ha agito per due anni in questo senso, riuscendo a rubare ben quattro milioni di euro. Il giochetto era molto semplice: essa mandava via e-mail i propri presunti sconti su viaggi da sogno attraverso le cosiddette “catene di Sant’Antonio”. Tale truffa è venuta a costare cara a 500 famiglie del nord Italia che pensavano di partire per mete lussuose ed invece si sono ritrovate in mano poco più di un pezzo di carta.

Altre truffe sono quelle messe in atto da presunti passanti: tra queste vi è quella in cui una donna dall’accento straniero ferma la propria vittima dicendogli di dover andare urgentemente al proprio paese di origine, ma di non avere i soldi per farlo. Propone, quindi, di vendere al malcapitato un anello che giura essere di grande valore (ma che, naturalmente, è tutt’altro che prezioso). Talvolta interviene anche un altro finto passante che, fingendosi un gioielliere, esamina l’anello e dice di volerlo acquistare: in questo modo la vittima si convince di stare facendo un affare e cade nella trappola. Per cui, che si stia girando in rete o per le strade della propria città, mai dimenticarsi di tenere gli occhi aperti: la truffa potrebbe essere dietro l’angolo.

Sara Servadei

 

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