Pubblicato il: 15 Ottobre, 2010

Lettere e Filosofia, la “mala istruzione”

Università di Palermo

«L’organizzazione dovrebbe essere rivista sia per quanto riguarda le lezioni sia per gli esami – dice Alessandra, studentessa di “Lingue moderne per il web” – Mi è capitato spesso di avere lezioni che coincidevano e di dover scegliere quale frequentare e quale no. Mi è capitato di dovermi svegliare alle 5 del mattino per andare a Palermo a fare un esame e cercare per tutta l’università l’aula o il docente per poi scoprire che l’esame era stato spostato».

«Si avverte la mancanza di procedure standardizzate e di cooperazione tra i docenti – aggiunge Veronica, iscritta in “Lingue e culture moderne” – i quali non si trovano nelle condizioni di fornire a noi studenti informazioni coerenti e dettagliate. Più volte mi è capitato di non ricevere avvisi tempestivi su modifiche di orari, slittamenti lezioni, esami etc…»

Stesso discorso anche per quanto riguarda le segreterie o gli uffici informazione. «I servizi di segreteria, sono a dir poco scadenti – dice Silvia, studentessa di “Filologia Moderna” – Sono stata io, il più delle volte, a dovermi informare su alcune notizie importanti. Una volta ho chiesto una informazione su un decreto sulle materie a scelta e mi fu detto che potevano darmi una “interpretazione” di quel decreto, diversamente sarei dovuta andare io al Senato Accademico per avere la risposta che cercavo».

Rincara la dose Federica, 22 anni, iscritta al corso di laurea in “Lettere Moderne”: «La segreteria è inesistente, ancora non ho capito il suo ruolo. Un esempio: nel mio corso di laurea bisogna accumulare crediti di materie di altre facoltà ma per fare questo bisogna prima andare in segreteria a chiedere se è possibile sostenere tali esami. La risposta più frequente è che loro non lo sanno, che non sono loro ad occuparsi di queste cose. Così mi dicono di andare in un altro ufficio che puntualmente mi rimanda in segreteria».

Ma non si tratta solo di problemi di mancanza di competenza dei dipendenti, come sostiene Veronica: «A causa dei tanti iscritti alla facoltà di Lettere e all’esiguo numero degli impiegati, si creano code interminabili, rendendo estenuante l’attesa, spesso per una banale richiesta».

Anche la struttura non soddisfa assolutamente gli studenti. «La facoltà è fatiscente, sporca ed affollata – dice Veronica – Le aule sono, per parecchi insegnamenti, inadeguate al numero dei discenti. Ho assistito desolata alla spettacolo di studenti seduti per terra e sui gradini per assistere alla lezioni». Cosa che è capitata in prima persona a Federica:  «Le aule sono troppo piccole rispetto agli studenti frequentanti – dice – quindi mi sono ritrovata spesso a sedermi per terra. Inoltre i servizi igienici sono inguardabili. Se solo provi ad entrare in bagno c’è il rischio che ti viene il tifo».

Si salvano solo in parte i docenti. Ovviamente le eccezioni esistono sempre. «Puntualità dei docenti? È una parola nuova – dice Ambra – Certo, le eccezioni esistono ma ho avuto a che fare con una professoressa a cui ho dovuto mandare una e-mail per essere ricevuta e alla fine non solo non ha risposto, ma non è venuta. Riguardo alle lezioni, non tutti vengono in orario e poi capita che se una lezione viene annullata o un esame spostato non sempre viene detto in tempo utile».  Stessa lamentala di Federica: «Le lezioni spesso vengono rimandate ma naturalmente lo veniamo a sapere dopo un’ora in attesa del professore. Inoltre, non si riesce a terminare il programma che il professore si era prefissato di spiegare. Noi, ovviamente, dobbiamo studiare anche le parti non spiegate». Afferma Silvia: «I professori sono davvero poco interessati, per la maggior parte, a migliorare il sistema, lasciando un conservatorismo sterile che demotiva lo studente. Intendo dire che, al posto di dover andare a rifare le stesse materie della triennale, nella specialistica, si potrebbero fare materie con programmi diversi e più interessanti, che ci diano un aiuto per introdurci nel mondo del lavoro. E invece no, il solito professore che mette nel programma i libri da lui scritti che deve vendere».

Unica voce fuori dal coro, quella di Veronica che dice «Esprimo un giudizio positivo sulla puntualità, presenza e preparazione dei docenti».

In generale, dunque, un giudizio unanime sullo stato della Facoltà ad oggi. Quella che dovrebbe essere considerata “mala istruzione” a Palermo è diventata normalità, nell’indifferenza di molti e forse anche nell’impossibilità di cambiare.

Diego Bonomo

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