- Lo Schiaffo - http://www.loschiaffo.org -

Libertà di stampa, ovvero quella barzelletta che non fa ridere

Rischio per la libertà di stampa? Una barzelletta dei comunisti e cattocomunisti e dei loro giornali, che poi sono il 90 percento della stampa”. Alzi la mano a chi vien da ridere. C’era un inglese, un tedesco e un italiano…. Le vecchie barzellette di una volta cominciavano così… Oggi non più. Oggi la barzelletta si chiama “Libertà di stampa”. E’ il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a definirla così rispondendo ad un’intervista televisiva durante la trasmissione “Mattino Cinque”, curata da Maurizio Belpietro. E allora, per la serie “Risate a denti stretti”, ecco alcune spiritosaggini davvero, ma davvero divertenti.

Secondo il rapporto annuale di Freedom House, autorevole agenzia che si occupa di analizzare il livello di libertà di stampa nel mondo, l’Italia nel 2009 è stata declassata da “Paese libero” a “Paese parzialmente libero”, unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia. Tutta colpa dei comunisti? Beh, basterebbe dare un’occhiata al sito dell’organizzazione per accorgersi subito che no, quelli di Freedom House non appaiono propriamente come degli stalinisti assetati di sangue.. Decisamente no. Leggiamo insieme le motivazioni che giustificano il declassamento: “ In Italia (…) la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media”. Come? Non è divertente?  Beh, non fa ridere nemmeno noi.

Ma ci si consenta un’altra battuta. Anche nel rapporto di “Reports sans frontières”  l’Italia non occupa che il 44° posto per il livello di libertà di stampa nel mondo. Anche qui, nelle motivazioni, si allude senza reticenze al problema della concentrazione dei media. Si fa addirittura il nome di Berlusconi che, sempre secondo l’organizzazione, è proprietario delle tre reti televisive private e – grazie al ruolo istituzionale da lui coperto – è in grado di controllare anche la televisione di Stato. Visto e considerato che in Italia la televisione rimane il principale organo d’informazione (circa l’80 percento delle persone apprende le notizie esclusivamente da essa), non possiamo dar  torto se nel rapporto si definisce il Belpaese come “un’anomalia” in Europa.

E poi un’altra serie di freddure molto divertenti: Biagi, Santoro e Luttazzi, tutti e tre allontanati dalla Rai per “l’uso criminoso” della tv di stato. C’è una cosa che qui fa davvero ridere: sia Luttazzi che Santoro hanno vinto poi le cause in tribunale, dato che i giudici non hanno scorto nelle loro azioni, né nelle loro parole, alcun “uso criminoso”. Ah già, è vero, i giudici, le toghe rosse… Ma quella, forse, è un’altra barzelletta che qui non abbiamo lo spazio per raccontare. E nemmeno, ci permetta di sottolinearlo, un così spiccato senso dell’umorismo che ci consenta di riderne.

Aldo Nicodemi