Pubblicato il: 20 Gennaio, 2010

L’impresario delle Smirne, Teatro Stabile Catania

In scena dal 5 gennaio 2010, l’opera di Goldoni è un adattamento di Luca De Fusco e Antonio Pofi ed è accompagnata dalle musiche di Nino Rota (La strada, La dolce vita, Otto e mezzo). L’impresario delle Smirne racconta di un turco molto ricco (Eros Pagni),  per nulla esperto di teatro e di musica, che vuole formare una compagnia teatrale da portare con sé alle Smirne. Gli aspiranti attori (tra cui Paolo Serra, Gaia Aprea, Anita Bartolucci e Gianni Giuliano), i guitti, tutti bisognosi di un impiego ma nessuno pronto ad ammetterlo, si precipitano dall’impresario per essere presi a far parte dello spettacolo. In un vortice di vanità, ipocrisia e avidità che sembra non finire mai, l’impresario si confonde e si scoraggia così che parte per le Smirne senza la compagnia da lui cercata con tanto affanno.  “Abbandonando ogni ambientazione realistica ho immaginato, insieme allo scenografo Antonio Fiorentino, di raccontare la vicenda scopertamente in palcoscenico, di mostrare pudicamente varie tecniche scenografiche”. Infatti la scenografia è completamente immersa nel rosso, il colore ufficiale del teatro, che rende suggestive e calde le scene. Sempre magnifico Eros Pagni, che giorni fa ho incontrato in via Etnea: se ne stava a passeggiare con una lentezza quasi studiata, osservando le vetrine e le persone che si affannavano in giro per i negozi, con la sua pipa e la sua giacca, sembrava un uomo dall’eleganza di altri tempi, teletrasportato in una strada affollata e per nulla spaesato.

Elena Minissale

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