Pubblicato il: 16 Febbraio, 2010

L’Islam frainteso

Forse non molti sanno che una cattiva conoscenza dell’Islam è la causa di una buona parte delle  incomprensioni da parte dell’Occidente; l’altra parte è causata dal comportamento ingenuamente liberale ed aperto di noi occidentali evoluti. A spiegare le modalità con le quali si snoda il rapporto dialettico tra due grandi culture è la professoressa Valentina Colombo, docente lucchese ed esperta conoscitrice del mondo arabo, durante l’incontro “La “galassia” Islam e l’Occidente” tenutosi il 12 Febbraio nell’aula magna della facoltà di Scienze Politiche di Catania. Il primo macroscopico errore è pensare all’Islam come ad un blocco compatto: non esiste unità a livello linguistico (l’arabo del Corano è la lingua ufficiale e sacra, ma ogni nazione ha una propria lingua) così come non esiste unità a livello interpretativo-ideologico: la lettura e l’esegesi del Corano non sono univoche e non esiste un unico modo di seguirne i precetti; e non esiste un’autorità che decida quali norme sono valide e quali no, quali seguire e quali accantonare in quanto obsolete. Per quanto riguarda la questione spinosa dell’integralismo islamico e dei problemi di comunicazione fra Occidente e Islam, la prof.ssa Colombo mette in guardia dal cadere nell’errore della falsa tolleranza: a differenza che negli anni Cinquanta è avvenuto un giro di vite rispetto alle usanze, ed esempio quella del velo; adesso molte donne musulmane che vivono in Europa sono costrette a portare il velo, assecondando il desiderio di preservare e difendere la tradizione di padri e mariti. Eppure in alcuni Paesi islamici l’uso del velo integrale non viene affatto incoraggiato. Spesso noi occidentali, in virtù della nostra presunta tolleranza, ci poniamo in modo neutrale o permissivistico nei confronti delle usanze musulmane, ma questo lasseiz-faire è solo la maschera della nostra indifferenza. E’ proprio a causa della mancanza di regole che l’estremismo si apre un varco, facendo in modo che gli islamici liberali si sentano meno tutelati all’estero che nel proprio Paese.

Ornella Balsamo

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