Pubblicato il: 19 Giugno, 2009
Senza categoria | di Giusy Cuccia

L’ombelico di Sicilia

Enna26-Torre_di_FedericoFuori dai circuiti turistici, un po’ per disinteresse dei suoi amministratori e un po’ per la sua incontaminata natura, così solitaria e insieme bellissima, la provincia di Enna è per molti versi sconosciuta agli stessi siciliani. Occupa una posizione privilegiata dell’isola: è esattamente al centro, tanto da essere stata definita l’ombelico della Sicilia. È l’unica provincia siciliana a non avere sbocchi sul mare, ma i 37 laghi, sparsi sul territorio dei venti comuni che ne fanno parte, non lasciano spazio alla nostalgia. L’ennese è l’esempio di ciò che rende unica la Sicilia: miti, leggende, storia, tradizioni, resti di un passato grandioso e segni tangibili di un presente in decadenza. Immutata nei secoli, l’ospitalità che la gente del posto è in grado di offrire ai coraggiosi viaggiatori. Infatti non è poi così facile raggiungere certi paesini come Gagliano Castelferrato, chiamato Al Qasr el Hedid, ossia “castello di ferro” oppure Nicosia, chiusa nel suo stretto dialetto gallo-italico, sede della Cattedrale e del suo unico tetto ligneo. Ricchi di reperti archeologici sono invece Valguarnera, Centuripe, Barrafranca e Troina sede del tempio, Engyon, dedicato alle Dee Madri. Ma la provincia di Enna è famosa pure per i suoi castelli. Molti sono i resti delle antiche costruzioni: ad Agira, patria dello storico Diodoro Siculo, nella parte più alta del paese troneggiano i resti di un possente castello saraceno; a Sperlinga invece si è conservato quasi per intero il magnifico castello medievale scavato nella roccia; altre tracce sono visibili dei manieri di Piazza Armerina e Valguarnera-Assoro. Sicuramente il più imponente e famoso è però il castello di Lombardia, adagiato su un’altura di 940 mt., vicino la Rocca di Cerere, splendida vedetta su tutto il territorio circostante. La sua fondazione risale al tempo dei Sicani e fu in seguito rimaneggiato dai diversi popoli conquistatori. Fu residenza di Federico III d’Aragona e insieme a questo, la Torre di Federico, detta anche torre dei poeti, è il simbolo architettonico di Enna. Di forma ottagonale, secondo la tradizione fu costruita da Riccardo da Lentini e fu dimora estiva di Federico II. Altra meta da non perdere è Piazza Armerina, anch’essa colonia gallo-italica, con la sua Villa Romana del Casale, patrimonio dell’UNESCO, adornata di un immenso tappeto mosaici e Aidone con Morgantina, famosa per il suo teatro greco. E ancora Leonforte e il suo palazzo Branciforte e il maniero Tavi, Regalbuto affacciata sul Lago Pozzillo, Pietraperzia,Villarosa con la sua architettura settecentesca, Assoro, Cerami, Calascibetta già abitata dalla preistoria, Catenanuova e Nissoria.  Senza dimenticare le numerose riserve naturali, tra cui il Lago di Pergusa, nato, secondo una leggenda, dalle lacrime di Cerere, e le sagre e feste di paese durante le quali è possibile gustare i cibi ennesi: la cassatela agirina, la “cubbaita”, i maccheroni, le “fruate” e il piacentino ennese.

Giuseppina Cuccia

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