Pubblicato il: 7 Luglio, 2009

Luci dietro al “Palazzo di cemento”

palazzo di cementoIl 27 giugno “Addiopizzo Catania” ha celebrato con un incontro il suo terzo anniversario di fondazione. L’iniziativa si è svolta a Librino, al Centro della Caritas di viale Moncada 2. Lo stabile è un lungo casermone di alloggi popolari, chiuso tra pilastri scrostati e corridoi, proprio dinanzi al grande edificio di viale Moncada 3, noto come “il Palazzo di Cemento”. Al secondo piano, c’è una lunga vetrata che offre lo spettacolo dei bambini pusher, dello scambio di sostanze stupefacenti, degli uomini ‘di vedetta’ e delle discariche interne al “Palazzo”. La vetrata da cui osserviamo è quella del “Talità Kum”, il centro della Caritas che ogni giorno toglie letteralmente dalla strada decine di ragazzi del quartiere. Quei vetri sono una trincea tra due avamposti nemici, separati da poche decine di metri. Da una parte ci sono libri, colori, strumenti musicali e cartelloni con frasi di bambini; dall’altra, droga, denaro, armi e altri bambini, poco più grandi ma uguali ai primi, figli delle stesse famiglie. “Talità Kum” è una frase in aramaico tratta dal Vangelo. Significa “Fanciulla, io ti dico alzati”. Giuliana Giannino, insegnante e coordinatrice del Centro, spiega: <<Questo è un centro per minori, ma non solo. Attraverso i minori, arriviamo alle famiglie: ai genitori, agli zii, o a qualche fratello che è in carcere. Realizziamo laboratori creativi e doposcuola, ma ci impegniamo anche come “vicini di casa”: si rivolgono a noi, ad esempio, le donne che non possono uscire a fare la spesa, gli invalidi che devono spostarsi da casa e le famiglie in cerca di assistenza legale>>. Giuliana rievoca le ragioni della fondazione del Centro: <<Tutta la zona del “Moncada” non ha niente. E’ priva di punti d’incontro, piazze, servizi e luoghi di socialità. Ci sono zone letteralmente “extraterritoriali”. Viale Moncada 16 è inaccessibile anche a noi che lavoriamo nel quartiere. Dalle ventidue in poi, è ovunque rischioso spostarsi a piedi>>. “Talità Kum” ha instaurato un rapporto di collaborazione con i volontari di “Addiopizzo Catania”. Se il più longevo comitato palermitano ha già realizzato un registro dei commercianti “Pizzo Free”, la giovane realtà catanese è ancora agli inizi. <<In questi tre anni>>, ci spiega uno dei volontari, <<abbiamo svolto un lavoro preliminare su due fronti: il primo è quello della costruzione di una coscienza antimafia, attraverso iniziative nelle scuole e l’adesione a “Libera”; il secondo è la creazione di una rete del “Consumo critico”, con la sensibilizzazione dei cittadini che sostengono i negozi di Catania pronti a ‘non pagare’. I consumatori sono oggi quattromila>>. Il passo successivo sarà il più difficile, con la creazione di un registro dei commercianti. I volontari di “Addiopizzo Catania” sostengono di potercela fare, ma solo se sapranno partire dal volontariato antimafia nei quartieri, come fa il “Talità Kum”. Anche l’ombra del “Palazzo di Cemento” sembra oggi meno opprimente.

Enrico  Sciuto

One Response to “Luci dietro al “Palazzo di cemento””

  1. 1
    Catanese Says:

    Il bellissimo “palazzo di cemento”…. buttatelo giù

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