Top
FacebookYou Tubetwittermyspace

Miriam e la geometria

13 aprile 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

Miriam-e-la-geometriaMiriam è una scrittrice, sposata con Pietro e madre di due figlie. Una vita divisa tra la sua famiglia e la sua realizzazione come donna, tra l’amore per un uomo che non c’è più e quello per qualcuno che potrebbe di nuovo renderla felice: perché Pietro, a causa di un incidente, si trova ormai irrimediabilmente in stato vegetativo. Tra i suoi amanti, i suoi incontri, una famiglia che custodisce segreti e passato e un viaggio dal Piemonte fino al Portogallo, Miriam ritrova se stessa e ciò che aveva perduto intorno al dolore…

“Miriam e la geometria”, romanzo d’esordio della regista Luisa Grosso, è il racconto di diversi occhi e diverse voci che parlano di sentimenti. C’è Miriam, la cui esistenza gira intorno alla parola “ancora”: è ancora giovane, ancora bella, ancora moglie. C’è Biagio, il suo amante, impotente sessualmente ed emotivamente. C’è Elena, sua figlia, che in un viaggio studio a Londra scopre l’illusione dell’amore e la terribile forza della violenza. C’è  Mike, il fidanzatino di Elena, che paga la sua estrema leggerezza nei confronti della vita. Ci sono  il padre di Miriam e la sua scelta di un nuovo futuro. E poi c’è Pietro, o meglio: ciò che è rimasto  di quell’uomo forte, bello e vigoroso che l’aveva fatta innamorare e soffrire, con il suo disperato bisogno di lei. A distanza di quattro anni dal tragico incidente che ha sconvolto il loro mondo, passando attraverso i sensi di colpa e tanti ricordi, Miriam prende una decisione: questa rinascita, testimoniata da splendidi paesaggi, e il suo dialogo-monologo con Pietro, sono tra i passaggi più belli del libro. I pensieri di Pietro, così struggenti e confusi, toccano l’anima e non si può non comprendere tutto il dolore e tutto il bisogno di felicità che si respira nelle loro vite. Seppur con delle pagine forse ridondanti ai fini della storia- la necessità di scoprire tutti le pieghe della loro mente è impellente- “Miriam e la geometria” è una lettura piacevole ed emozionante, che fa riflettere e commuove. Miriam è fragile e forte al tempo stesso; un po’geisha e un po’matrona, un po’servile e un po’indipendente, ritratto attuale di tutte quelle donne che cercano, ogni giorno e non con facilità, il proprio posto nel mondo.

Mariangela Celiberti

Facebook Digg Del.icio.us StumbleUpon Reddit Twitter RSS

Commenti

Inserisci un commento...
inoltre, puoi aggiungere un avatar.

(Si informa che ai sensi dell'art. 13 d.lgs. 196/2003 gli ip dei commenti vengono registrati.)
Nota bene: essendo i commenti soggetti a moderazione non se ne garantisce la pubblicazione.

Bottom