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Mondo Gay: non solo colori e parate

2 luglio 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

europride 2011 definitivoSe l’italiano medio arriccia il naso di fronte all’ostentazione esagerata della parata colorata, si tratta semplicemente di un modo per riportare alla luce un problema reale: è solo la vivace risposta alla discriminazione e, molto spesso purtroppo, alle botte. Oramai, è cronaca quotidiana: storie di ragazzi e ragazze omosessuali, bisessuali o transessuali che vengono picchiati a causa della loro diversità per essersi scambiati un bacio in pubblico, o per avere osato passeggiare per le strade della loro città mano nella mano. Insomma, un altro ritratto contraddittorio di questa Italia come al solito divisa a 1000000 partecipanti e 15000000 visite al portale interattivo: sono questi gli straordinari numeri dell’ultimo Europride, una manifestazione che si tiene ogni anno in una città europea diversa dove gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sfilano in una grande parata con lo scopo di dimostrare l’orgoglio della propria diversità. Tenutosi per la prima volta a Londra nel 1992, con la partecipazione di 100000 persone, l’evento è andato sempre in crescendo, raggiungendo vertici incredibili proprio quest’anno, tra le rinomate vie di Roma, per terminare al Circo Massimo, tra le note di Lady Gaga. Un modo per mostrarsi, gridare, uscire dalla società italiana che continua a non accettarli: anche metà tra parate, festini e discriminazione. Si chiama omofobia, ed è la più subdola delle paure: quella che si rivolge verso un altro uomo esattamente come noi, visto come un nemico solo a causa della sua diversa sessualità. Dietro ad essa si nascondono una serie di idee stereotipate e pregiudizi di fondo, sul principio che “un uomo ed una donna deve essere, è sempre stato così e se così è c’è un motivo”. Ma, facendo un excursus storico, ci si rende conto che così non è: la diversità c’è sempre stata, fin dai tempi più remoti. Non è un segreto che nell’antica Grecia fosse normale l’accoppiamento tra due uomini, ed ancora più comune era, nell’antica Roma, l’usanza, da parte del padrone, di avere una relazione di tipo sessuale con il suo servo più giovane. L’avvento del cristianesimo e l’adozione dei suoi valori ha portato ad un netto cambiamento di pensiero, che talvolta ha anche mietuto molte vittime: basti ricordare che “l’orgoglio” di oggi erano gli internati nei lager nazisti di ieri, per non parlare di Oscar Wilde, condannato ai lavori forzati ed allontanato da tutti, ed infine di Pasolini, sulla cui morte Moravia scrisse: “Pasolini è morto in una maniera intonata non già alla sua vita ma ai pregiudizi e alle convinzioni della società italiana […] Pelosi e gli altri come lui sono stati il braccio che ha ucciso Pasolini; ma i mandanti del delitto sono una legione, in pratica l’intera società italiana”. Parole pungenti che, oltre a lasciare l’amaro in bocca, ci ricordano quale potenza possano avere le nostre idee sugli altri e quanti schiaffi si nascondano dietro ad un insulto tanto pesante e personale.

 

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