Pubblicato il: 21 Giugno, 2010

Monte Generoso: rivivere la belle époque

Il monte Generoso, cima simbolo delle Prealpi luganesi situato sulla sponda orientale del Lago Ceresio, meriterebbe attenzione anche solo per gli itinerari che offre, tra cui quello delle Bolle, del muro del Pianto e dei Pianeti. Altro incentivo per organizzare un’escursione è sicuramente la possibilità di percorrere con una locomotiva a vapore del 1890 o con un treno a cremagliera del 1950 – che traina carrozze panoramiche aperte sui lati – l’intero itinerario fino in vetta.

Da quelle altezze, a 1704 m, si gode del panorama più bello del Canton Ticino, un belvedere che abbraccia le Alpi e la regione dei laghi. Con il treno a vapore si impiega un’ora e mezza, con quello d’epoca del 1950 circa 45 minuti; sorprendentemente è possibile organizzare con cadenza oraria corse in qualsiasi momento del giorno, anche di notte, quando il paesaggio si offre in tutta la sua bellezza più segreta ed incontaminata. Il Generoso è raggiungibile dalla Svizzera via Mendrisio o Rovio, dall’Italia il passaggio è quello della Val D’Intelvi. Como, Lugano, Varese, Milano sono lì ai suoi piedi e nelle giornate in cui l’aria è limpida si vedono persino Gran Paradiso, Monte Rosa e Cervino. L’occhio non ha che da goderne.

La corsa in treno parte della stazione di Capolago a 274 m , una frazione di Mendrisio, ed effettua fermate intermedie a San Nicolao e Bellavista. Nel caso di corse speciali per gruppi il viaggio è diretto, senza soste.

Il percorso ha una pendenza notevole e posandosi sul fianco della montagna riesce ad arrampicarsi con generosi scorci. Si passa dai boschi ai prati erbosi, il tutto profilando un paesaggio sempre più ampio.

Nel caso si volesse fare l’escursione a piedi, il punto di partenza è sempre la stazione di Capolago, lungo la ferrovia Lugano-Chiasso. Da qui si sale fino a Bellavista, e poi ci si incammina su uno dei sentieri escursionistici, per lo più mulattiere larghe e ben tenute, che puntano al monte Generoso tra camosci e una flora superba.

La parte finale del sentiero, che punta alla cima del Generoso, può presentare qualche impedimento dato dalla neve presente fino all’inoltrata primavera. Per fortuna si tratta di poco più di un quarto d’ora che viene addolcito dall’aiuto dei cavi. Disseminate sul cammino, le nevere, edifici cilindrici costruiti in pietra a secco ed interrati: queste costruzioni erano adibite alla conservazione del latte fresco in un terreno carsico ostile all’operato degli allevatori.

Luca Colnaghi

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