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Mozart a Catania

La rappresentazione al Teatro Massimo Bellini di Catania dell’opera Die Zauberflöte (Il Flauto Magico) di Wolfgang Amadeus Mozart è andata in scena il 20 gennaio con repliche fino al 27 gennaio. La Zauberoper (opera magica) è stata diretta dal maestro Gianluigi Gelmetti in un nuovo allestimento di Pier Luigi Pizzi (regia, scenografia e costumi).

Il libretto fu scritto dall’impresario, poeta e attore Emanuel Schikaneder, il quale interpretò il ruolo di Papageno al Theater auf der Wieden di Vienna il 30 Settembre 1791.

La genesi dell’opera è dasempre oggetto di studio. Il libretto, secondo la maggior parte dei musicologi, è ispirato a Lulu o il flauto magico di August Jacob Liebeskind e poco prima del debutto del flauto mozartiano era stato messo in scena Kaspar der Fagottist di Wenzel Müller (Singspiel in tre atti noto anche come Die Zauberzither – La cetra magica) su libretto di Joachim Perinet.

Molto probabilmente Mozart e Schikaneder dopo aver ascoltato l’opera decisero di modificare alcuni elementi della trama che sembrava troppo simile all’opera rappresentata al Leopolstadter Theater. Le modifiche furono apportate da Ludwig Giesecke che, essendo anche lui massone, cercò di mantenere sempre gli elementi simbolici.

Tra i principali interpreti sul palco: il basso Karl Huml (Sarastro), il tenore Giovanni Sala (Tamino), il soprano Elena Galitskaja (Pamina), il soprano Eleonora Bellocci (Astrifiammante, la Regina della Notte), il basso Andrea Concetti (Papageno) e il basso Andrea Giovannini (Monostatos).

Dopo l’overture, si apre il sipario su un’immensa libreria che se fosse stata quella di Wolgang sicuramente avrebbe contenuto l’opera completa di Joseph Von Sonnenfels: Gran Maestro, membro degli Illuminati di Baviera e difensore dei diritti umani.

La scenografia con il tempio dove si riuniscono gli iniziati ai misteri di Iside e Osiride, riporta alla mente il frontespizio della prima edizione del libretto dell’opera; l’incisione realizzata dal fratello massone Ignaz Alberti venne rimossa da tutte le edizioni successive per i troppi riferimenti esoterici.

La luna e il sole (rappresentanti insieme al compasso sul timpano del tempio)

rappresentano lo scontro tra il giorno e la notte, metaforicamente Natura e Ragione.

Il buffo Papageno con la sua trascinante carica attoriale e le rocambolesche piroette da saltimbanco, trascina il pubblico e mantiene vivo il registro fiabesco-popolare, donando leggerezza a tutto il Singspiel.

Come scrive Massimo Mila nel libro Lettura del Flauto Magico:

È qui che si coglie il senso ultimo del Flauto magico, e veramente profondo, non già perché sia astruso e grave, ma semplicemente perché, nella sua spontaneità sorgiva, è celato dietro il pomposo apparato delle intenzioni massoniche: è la rivincita degli umili, dei poveri diavoli come Papageno, della gentarella viennese che la domenica affolla il Prater aggirandosi tra la musica dei baracconi e delle giostre. Macché Sarastro, macché saggezza superiore, macché rivelazione! La mente di Mozart può magari essere con loro; ma il cuore di Mozart è con Papageno.

Nella regia di Pizzi troviamo una ricerca di adattamento ai tempi moderni quando Tamino vede per la prima volta Pamina non guardando un suo ritratto, ma lo schermo di uno smartphone. Inoltre vi è una grande caratterizzazione dei personaggi attraverso i costumi: Astrifiammante entra in scena con un look che ricorda Gloria Swanson in abiti chanel anni 20/30 e un po’ anche la Regina nera di Biancaneve, Grimilde; Tamino e Pamina vestiti di bianco illuminano la scena, ricordando la loro purezza di cuore; Monostatos con nere sembianze animalesche è in esatta contrapposizione con Papageno.

Dopo vent’anni di assenza dalla scena catanese il pubblico ha accolto con grande entusiasmo il primo appuntamento della Stagione lirica e di balletto 2019 del Teatro Massimo Bellini.

Dal sito del Teatro Massimo Bellini tutti gli interpreti nelle varie repliche:

Personaggi e interpreti

Sarastro Karl Huml
Tamino Giovanni Sala
Klodjan Kaçani (22, 24, 26 gennaio)
Sprecher (Oratore) Oliver Pürckhauer
Erster Priester (Primo sacerdote) Oliver Pürckhauer
Zweiter Priester (Secondo sacerdote) Riccardo Palazzo
Königin der Nacht (La regina della notte) Eleonora Bellocci
Pamina Elena Galitskaya
Maria Sardaryan (22, 24, 26 gennaio)
Erste Dame (Prima dama) Pilar Tejero
Zweite Dame (Seconda dama) Katarzyna Medlarska
Dritte Dame (Terza dama) Veta Pilipenko
Erster Knake (Primo fanciullo) Isabella Fabbri
Giulia Leone(22, 24, 26 gennaio)
Zweiter Knabe (Secondo fanciullo)Maria Lucia Mangiameli
Gabriella Torre (22, 24, 26 gennaio)
Dritter Knabe (Terzo fanciullo) Arianna La Rosa
Giuliana Ciancio (22, 24, 26 gennaio)
Ein altes Weib (Papagena) (Una vecchia) Sofia Folli
Papageno Andrea Concetti
William Hernandez (22, 24 gennaio)
Monostatos Andrea Giovannini
Erster geharnischter Mann (Primo armigero) Riccardo Palazzo
Zweiter geharnischter Mann (Secondo armigero) Oliver Pürckhauer

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini

Direttore Gianluigi Gelmetti
Maurizio Dones
 (25, 26, 27 gennaio)
Maestro del coro Luigi Petrozziello
Regia, scene e costumi Pierluigi Pizzi
Assistente alla regia Massimo Gasparon

Il prossimo appuntamento sarà domenica 17 marzo 2019 con il dramma in tre atti Fedora di Umberto Giordano su libretto di Arturo Colautti. (Repliche fino a Domenica 24 marzo 2019).

Gian Maria Ferlito