Pubblicato il: 29 Giugno, 2009

Nadiè, questo giorno il prossimo anno

NadieCara rivoluzione attenta
Sei soggetta a vuoti di memoria

Non si cambiano le facce
Se non si cambia mai la storia

Questo giorno il prossimo anno magari i Nadiè (Giovanni Scuderi, Federico Tufino, Ezio Barbagallo, Luca Cavallaro, Alfio Musumeci) saranno una band conosciuta in tutta Italia, chissà. La serata organizzata per presentare il loro primo album è andata molto bene: tante le persone presenti, di tutte le età e nonostante il caldo sfiancante. Presenti Massimo Roccaforte (direttore artistico) e Vincenzo Cavalli (produttore)e anche Mario Bonanno esperto e famoso critico musicale. Quest’ultimo, prima di pronunciarsi sull’album dei Nadiè, ha messo le mani avanti: normalmente si occupa di cantautori storici e quindi si è trovato inizialmente un po’ sorpreso, in secondo luogo nonostante il suo compito, sostiene che il ruolo del critico è inessenziale in quanto le canzoni si devono ascoltare, vivere e sentire personalmente. Terminati i convenevoli, Bonanno dice con entusiasmo che Questo giorno il prossimo anno l’ha convinto, è molto professionale, evocativo ma non didascalico. E di certo ha convinto il pubblico presente (la sala era pienissima), che ha ascoltato fino all’ultimo l’esecuzione di due brani e ha chiesto autografi ai Nadiè. Giovanni Scuderi nonostante il caldo e la stanchezza, ha conversato con noi in modo amichevole, sembra ottimista e fiducioso nel futuro. L’album è gradevole e di certo si evincono influenze musicali (Carmen Consoli, Max Gazzè, Pink Floyd) non trascurabili, ma si denotano caratteristiche proprie e autonome del gruppo. I testi (scritti da Giovanni Scuderi) sono tutti in italiano e la loro musica ha tutte le sfaccettature della musica nostrana: l’inglese è certo più orecchiabile e i Nadiè non hanno escluso di tradurre qualche brano per palcoscenici stranieri in un probabile e sperato futuro, ma la band ha scelto di valorizzare la musica italiana e quindi la lingua italiana. Il panorama musicale catanese purtroppo non è fiorente, anche se sotto la superficie tante piccole grandi band ci danno dentro ma non è facile emergere, i Nadiè potrebbero essere una piacevole eccezione e anche se i primi passi sono i più difficili e insidiosi, con la buona volontà (che di certo non manca) e un po’ di fortuna, il futuro potrebbe essere generoso con questa band, in attività dal 2000.

Elena Minissale

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