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Najoud

24 marzo 2009, di   Stampa articolo Segnala articolo  

Da Graziella Grisiglione

XXI° secolo: Nojoud , una bimba yemenita di 8 anni viene venduta in sposa dai genitori ad un uomo più grande di lei. Un esempio su tutti… su troppi casi del genere in altrettanto troppi paesi: Niger, Etiopia, Marocco, Afghanistan, Pakistan, India, Burkina Faso, Camerun e tanti altri. Alla base sembra esserci una motivazione economica: mantenere i figli costa, allora si sceglie di vendere le bambine agli uomini. Cosa succede in questi posti dove l’infanzia è negata? Spesso non si gioca con le bambole, non si corre, non si sorride;  le cosiddette “spose bambine”  devono cucinare, sistemare, ordinare e  pulire per i loro vecchi mariti. Si parla di bambine dai sei anni d’età in su che devono così essere sessualmente pronte alla vita di coppia, asservire il marito senza potersi opporre al non uso del preservativo e infine capaci  di sostenere i dolori, o meglio, le conseguenze fisiche disastrose del parto, su un corpo non ancora adatto a sopportare un tale evento. I governi locali fanno orecchie da mercanti… ma intanto Najoud, stanca e spaventata riesce a scappare e chiede un divorzio… che fortunatamente arriva. Ma le altre Najoud che fine fanno?

Qui non si tratta né di religione né di tradizioni ma di una pericolosa ignoranza che lacera la dignità di un essere umano. Ecco un esempio del tutto esplicito: in alcuni paesi fra quelli sopra citati esiste una credenza secondo la quale fare sesso con una vergine sarebbe una toccasana per la guarigione dall’Aids. Dunque non solo vendute e costrette a violenza, ma anche a rischio di una malattia seria. E così si apre tutto uno sfondo drammatico di altri ragionamenti sempre più spaventosi: più giovane è la donna più probabile che sia vergine, allora più giovane è, più costa. Più costa e più probabile sarà che chi la compra sia un anziano; un uomo che ha lavorato una vita per potersi permettere questa merce prelibata. Allora si verificano casi in cui il marito di una bimba di 10 anni sia un uomo di 60/70 anni se non di più…

Tutto ciò scuote non perché non è occidentale… anche in Occidente ci sono cose che scuotono  parecchio… ma il parlarne, prendere la difesa in qualche modo di questi piccoli esseri innocenti e indifesi, esprimere loro la nostra solidarietà, li porta almeno allo stesso piano di digintià di un bambino stuprato in occidente. Bisogna garantire a tutti i bimbi del mondo la serenità mentale e l’integrità fisica indispensabile affinché si sviluppino in modo sano e giusto, ricordando che i bambini sono quelli che segneranno con i loro nomi e le loro vicende la “storia sociale” di domani. L’Onu combatte per fermare i matrimoni di minorenni, dal 1948 perché crede fermamente che il capitale umano sia una risorsa da proteggere, preziosa come il diritto ad un’infanzia migliore di quella che molte bambine vivono attualmente in molti paesi del mondo. Basandosi sulla frase di Nietzsche “La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa” si può dedurre che queste bambine di certo non sono felici.

Grisiglione Graziella

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