Top

Narciso e Boccadoro

19 Settembre 2008, di Valeria Mancini  Stampa articolo Segnala articolo  

Narciso e Boccadoro copertina

In “Narciso e Boccadoro” (1930), romanzo di Hermann Hesse (1877-1962) ambientato nel Medioevo cristiano, ritroviamo numerosi elementi esoterici che possono far rientrare tale opera nella produzione letteraria dell’esoterismo occidentale. Narciso, uno dei due protagonisti, era destinato ad una brillante carriera religiosa nel convento di Mariabronn, ed aveva la capacità di leggere con straordinaria precisione l’animo delle persone. La più clamorosa applicazione di tale dote investì con violenza Boccadoro, un giovane e talentuoso scolaro inviato al Monastero dall’arido padre, al fine di espiare l’anima peccaminosa ereditata dalla madre. Questa era per il figlio una figura poco chiara, delineata per lo più dai racconti del padre. Narciso, accortosi di tale lacuna nel cuore dell’amico, gli rivela la sua profonda convinzione secondo la quale egli non sarebbe mai potuto diventare un uomo religioso perché ciò non corrispondeva  alla sua natura. Boccadoro, fortemente scosso dalle parole dell’amico, incontra una donna di nome Lisa, e lascia così il Monastero. La vita da vagabondo insegna al giovane ad amare, soffrire, gioire e cercare, cioè a vivere.Se invece di lanciarti nel mondo tu fossi diventato un pensatore, saresti diventato un mistico. I mistici sono artisti segreti: poeti senza versi, pittori senza pennello, musicisti senza note. Ci sono tra loro spiriti nobili, ma sono tutti degli uomini infelici“. Dopo alcuni anni di disperata ricerca, egli scopre la sua natura di artista intuita dall’amico. Appresa l’arte ed ottenuto il diploma di maestro, Boccadoro riprende la sua vita errabonda. Nel corso del suo pellegrinaggio conosce gli orrori del mondo, ma anche l’amore. Ama molte donne, ma solo alcune di esse resteranno per sempre nel suo cuore. Una sola figura lo accompagnò, però, per tutta la sua esistenza: la madre eterna, immagine vaga, sfocata, eternamente in mutazione, che alla fine risultò essere l’immagine di sua madre. Per tutta la vita egli ricercò tale immagine, e la trovò solo in vecchiaia, durante il suo ultimo pellegrinaggio in cui spezzatosi il cuore per il mancato amore di Agnese, cadde da cavallo. Una volta colta, il piacere derivante dalla pace interiore che ne conseguì, fece finalmente scemare in lui il desiderio di rappresentarla. E così, poté morire sereno perché aveva scoperto l’amore, in quanto senza madre non si può amare. Il contrasto tra  natura e spirito è la via per la ricerca della verità. Tanto Narciso che rappresenta lo spirito, quanto Boccadoro che rappresenta la natura, si sentivano insoddisfatti della loro ricerca perché adoperavano come mezzo solo lo spirito o solo i sensi. Ma poi, entrambi trovano la pace perché imparano a vivere secondo la loro natura, ed in essa trovano la piena realizzazione. “Noi due siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma d’imparare a vedere ed a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto ed il nostro complemento“.

Valeria Mancini

Commenti

Inserisci un commento...
inoltre, puoi aggiungere un avatar.

(Si informa che ai sensi dell'art. 13 d.lgs. 196/2003 gli ip dei commenti vengono registrati.)
Nota bene: essendo i commenti soggetti a moderazione non se ne garantisce la pubblicazione.

Bottom