Pubblicato il: 13 Dicembre, 2009

“Nessun progetto, sgombero punitivo”: la parola all’Experia

Nessun progetto, sgombero punitivo la parola all' ExperiaLa sera del 5 dicembre è la volta di uno spettacolo teatrale. Anche all’aperto, in via Plebiscito 782, c’è un mucchio di gente. Tra loro Luigi Marino, membro del “Comitato per la difesa del CPO Experia”.

Che idea vi siete fatti sui piani dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali?

Stiamo cercando di farcela. Il Sovrintendente Campo ha parlato di teatro polifunzionale, mentre Leanza sostiene l’ipotesi di una mensa per cui non ci sarebbe lo spazio necessario. E qui non si tratta solo di quest’edificio: l’area comprende l’ex teatro, la scuola e l’arena, cioè la parte esterna. C’è soprattutto la Purità, con i suoi resti archeologici del ‘500. Nel 2000 la Sovrintendenza autorizzò l’Università a costruirvi nuove aule per Giurisprudenza. Un lavoro d’inchiesta e denuncia realizzato dal CPO e dal Comitato cittadino “Antico Corso” ha permesso di bloccare quest’operazione, sollecitando l’intervento della magistratura. Quanto ai progetti, crediamo che non ne abbiano. Venerdì siamo stati alla Sovrintendenza per capire quali sono le procedure per l’assegnazione degli stabili ‘vincolati’. Purtroppo, a nessuno vogliono fare visionare i documenti.

Pensate che con la mensa si voglia realizzare un progetto speculativo?

Sono cose che loro hanno già dimostrato di poter fare, anche a prezzo della distruzione di un pezzo di città, come in Piazza Europa. Fare una mensa in quest’area significherebbe calpestare la sua vocazione e la sua realtà. L’<<Antico Corso>> è uno dei quartieri catanesi a più alta densità di Beni Archeologici: nel raggio di due chilometri ci sono sei siti. E’ opportuno costruire mense e teatrini, mentre abbiamo un “Bastione degli Infetti” degradato e una “Torre del Vescovo” abbandonata? Il progetto di riqualificazione mediante poli universitari è fallito, lo riconoscono urbanisti che vi lavorarono con entusiasmo. Questo è un quartiere popolare dalle esigenze rimosse. Non ha un Asilo nido e solo ora, dopo le nostre denunce, è stato riaperto il consultorio. Interessi speculativi a parte, una realtà come la nostra non la volevano.

Questioni di merito a parte, l’ipotesi di Leanza è praticabile?

Con la Scuola di mezzo e gli edifici qui a fianco non possono fare nulla: questo è il vecchio S. Bambino, è pericolante [mostra la struttura che sta ad angolo della scalinata, N.d.R.]. Senza un rivoluzionamento del quartiere e con la Scuola sopra, pensiamo che progetti se ne possano far pochi. Questo rimane un cinema, con una saletta che introduce un’altra, grande quanto erano quelle di una volta. Non c’è lo spazio per fare le cucine, tranne che non vogliano servire cibi precotti.

In un’intervista concessaci, Salvo Pogliese vi ha rivolto parecchie accuse…

Prendiamo atto che, secondo Pogliese, ci siamo “distinti per iniziative assolutamente lodevoli”, e che ciò che è riprovevole è solo l’allacciamento abusivo a luce e acqua. Peccato che, nell’interrogazione all’Ars con cui a Marzo ha promosso lo sgombero, abbia affermato che il posto andava sgomberato perché era un “luogo di disgregazione”, una zona franca dove si spacciava e si faceva uso di stupefacenti. La solidarietà che abbiamo ricevuto, dopo lo sgombero, deve aver ridotto la baldanza dell’On. Pogliese.

Il Centro era pericolante?

Non lo era per nulla. Tempo fa, si è allagata la Scuola e sono venuti due volte i Vigili del Fuoco a fare dei controlli. Qualche estate or sono, c’è stato un principio d’incendio doloso e di nuovo sono venuti i Vigili del Fuoco e anche il Genio Civile. Da ultimo, quando fu messa in sicurezza la scala della Scuola, ci hanno chiamato la Sovrintendenza e l’Università. Anche la loro ispezione ha dato buon esito.

Nessun progetto, sgombero punitivo la parola all’Experia 2Quanto alla questione dello status del Centro?

Altra inesattezza di Pogliese. Dentro il CPO c’erano al lavoro tre associazioni, tutte legalmente costituite, dunque quello dell’illegalità è un pretesto. Ad esempio, il “Comitato Antico Corso” è legale e “formale” a tal punto che è stato riconosciuto come associazione interlocutrice dalle due giunte Scapagnini; con esse, abbiamo dialogato costruttivamente in tavoli istituzionali.

Risultati?

La riapertura di Via Bambino e l’approvazione di una parte del nostro progetto di riqualificazione del quartiere. Un capitolo del PRG, redatto nel 2005, prevedeva la realizzazione di un’area verde attrezzata a “Bambinopoli” in questa zona. Ci impegnavamo pure a realizzare una passeggiata archeologica sui reperti rinvenuti nella collina della Purità. Il PRG è poi rimasto lettera morta e la situazione amministrativa è cambiata.

Avrete rapporti con questa giunta Comunale?

Abbiamo chiesto un incontro all’Amministrazione. Da parte sua, il Consigliere D’Agata del PD ha presentato richiesta ufficiale per un Consiglio comunale straordinario sulla situazione del Centro e un colloquio con Stancanelli. Nessuna risposta.

Che cosa chiederete?

Loro non hanno alcun progetto per il quartiere, nulla almeno che contempli le esigenze di chi ci vive e la conservazione delle sue ricchezze archeologiche. Noi sì, dunque rivogliamo lo stabile e siamo anche pronti a riprendere il discorso già avviato con la giunta Scapagnini. L’occupazione è stata uno strumento che ha agito nel vuoto della prolungata inerzia amministrativa e che ha condotto a esiti positivi.

Prossime tappe?

Continuiamo le attività, grazie a una partecipazione e a una solidarietà straordinarie. Il doposcuola lo facciamo nelle aule messeci a disposizione ai Benedettini, la “palestra popolare” nei locali prestatici dalla Scuola “Manzoni”. Le iniziative all’aperto davanti al Centro sono autorizzate: continuiamo venerdì 18, con la presentazione del libro “La Ministronza”, insieme all’autore Alessio Spataro.

Enrico Sciuto

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