Pubblicato il: 24 Novembre, 2009

Novità assoluta, Diceria dell’untore

diceria_dell'untoreDal 20 novembre il Teatro Stabile di Catania presenta un’opera letteraria siciliana mai rappresentata prima: Diceria dell’untore di Gesualdo Bufalino, riadattata al teatro da Vincenzo Pirrotta. Lo spettacolo è senza intervallo e questa scelta è fondamentale per non spezzare la forte concentrazione e il forte coinvolgimento del pubblico. Senza ombra di dubbio questa è una delle rappresentazioni più superbe che si siano viste negli ultimi anni al Teatro Stabile e, considerando che i drammi proposti dal teatro Verga di Catania sono eccellenti, si può ben immaginare il valore del termine “superba”; questo è un modo di fare teatro nettamente superiore alla norma. Protagonista del palcoscenico è Luigi Lo Cascio che dopo rappresentazioni solitarie e angoscianti, si confronta con altri attori in un dramma che prevede comunque dei monologhi molto forti ed impegnativi. Personaggi fondamentali sono interpretati dallo stesso Vincenzo Pirrotta, da Lucia Cammalleri, da Giovanni Calcagno e altri. La storia è narrata dal protagonista, un reduce di guerra (Luigi Lo Cascio), che vive la tragica esperienza della malattia e della non vita in un sanatorio, dove trascinano la propria esistenza i malati di tubercolosi come lui. La morte è sempre presente, pesante e ossessiva, parte fisica di ogni personaggio. Ma il dramma diventa inesorabilmente tragico non appena l’amore e la morte si incontrano nello stesso spazio, nello stesso tempo. Colui che dice io, ovvero il protagonista della storia, si innamora perdutamente di Marta, giovane e malata creatura, tutt’uno con la morte che la stringe, la chiama e la brama. Tuttavia il sublime di questo spettacolo sta nel linguaggio sofisticato, metaforico e profondo che in origine adotta Bufalino e che Vincenzo Pirrotta ha mantenuto ed esaltato, rendendo la parola dei personaggi fortemente evocativa e spaziando nei meandri della mente, delle sensazioni, dei sogni. L’accompagnamento musicale, coreografico e le luci, hanno dato l’ultimo tocco magico ad un lavoro perfetto in ogni suo dettaglio. Il binomio tristemente inconciliabile di amore e morte rende l’opera di Bufalino e il dramma di Vincenzo Pirrotta, dei capolavori.

Elena Minissale

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