Pubblicato il: 3 Marzo, 2009

Oltre la crisi, drammi nell’ombra

crisi-umanitarieUna crisi economica e finanziaria che avanza inesorabile: eccola l’attuale vera protagonista degli scenari nazionali ed internazionali. L’economia reale trema, le delegazioni dei G8 e dei G20 si riuniscono per trovare soluzioni efficaci. Ma, in un universo in cui l’economia rappresenta il grande perno del sistema, una scala di priorità profondamente immorale si è presto imposta. Così, di fronte ad una temibile minaccia per l’intero sistema economico mondiale, grandi tragedie umanitarie sono state rapidamente dimenticate, messe da parte, gettate nell’ombra. Evidentemente troppo impegnato a risolvere la sua crisi, il “ricco e potente” occidente comincia quindi a giocare la parte di chi non vede gli orrori al di là dei suoi confini, né sente le grida di chi, da lontano,  chiede aiuto. Poi, quando il silenzio e la vergognosa indifferenza contagiano anche chi fa informazione, sembra proprio che ogni senso di responsabilità e dovere morale sia stato perso. Inutile negarlo: la sporadicità con cui i media nazionali e mondiali trattano informazioni riguardanti crisi umanitarie metterebbe infatti in evidenza un certo “disinteresse” per questioni che non siano in stretta relazione con la politica nazionale o internazionale o con interessi economici. Pochi sanno, infatti, che al momento Paesi come il Sudan o il Congo vivono le più gravi e complesse emergenze umanitarie del mondo. In contesti di guerre civili combattute tra diverse tribù per la conquista del potere e per il controllo delle risorse sotterranee presenti in entrambi i Paesi, le più drammatiche conseguenze ricadono, come sempre, sulle popolazioni civili. Dai saccheggi alle aggressioni, dai massacri alle violenze sessuali su donne e bambini: tutto contribuisce ad un’umiliazione quotidiana ai limiti della dignità umana. Ma i casi del Sudan e del Congo non sono i soli problemi che affliggono l’universo di quei Paesi che hanno ben altri problemi da risolvere che una crisi economica e finanziaria. A questo panorama sconcertante si aggiungono, infatti, i drammi vissuti dalle popolazioni civili in Zimbabwe e Cecenia e le crisi in Somalia e nella Repubblica Centroafricana, dove i governi delle potenze internazionali, incapaci di far fronte alla gravità della situazione, sembrano aver perso l’ennesima battaglia per sostenere la sfida della pace e garantire i più elementari diritti umani. Oggi, la grande ignoranza dell’esistenza di casi come questi avvolge nel mistero il drammatico vissuto quotidiano di quei Paesi lontani i cui problemi, quando non ci toccano direttamente, cadono spesso nel dimenticatoio. E, paradossalmente, proprio nel momento in cui si impone sempre più l’esigenza di aumentare il sostegno umanitario alle popolazioni in crisi e di garantire il rispetto del diritto internazionale, i Grandi protagonisti del mondo, troppo occupati a fare i conti con la loro crisi, sembrano essere piuttosto i “Grandi assenti”.

Francesca Licitra

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