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Omicidio stradale: legge di iniziativa popolare

3 giugno 2011, di   Stampa articolo Segnala articolo  

omicidio_stradaleLa maggior parte degli incidenti stradali sono provocati da persone che guidano sotto l’effetto di alcool o di sostanze stupefacenti e, purtroppo tali incidenti si verificano in gran numero e  con frequenza giornaliera al punto di provocare nel corso di un anno la morte di più persone di quanto ne provocherebbe una guerra. Infatti, il 30% dei decessi per incidenti stradali e il 50% degli incidenti non mortali, hanno una correlazione con l’uso di alcol. Tale situazione, ovviamente non è più sopportabile, anche perché spesso negli incidenti perdono la vita persone di giovane età. Le modifiche apportate negli ultimi tempi al codice della strada con l’adozione di  nuove e più rigorose norme, ha indubbiamente dato vita ad una inversione di tendenza  contribuendo alla diminuzione dell’impatto dell’alcol alla guida in termini di mortalita’ specifica, ma ancora c’è molto da fare per scoraggiare e, magari impedire l’uso del mezzo sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze stupefacenti.  A  Firenze,  nei giorni scorsi è partita  una raccolta di firme per realizzare una legge di iniziativa popolare con  primo firmatario il sindaco della città, Matteo RENZI  finalizzata all’approvazione di una legge che preveda  l’inserimento nel codice penale del reato di omicidio stradale e l’ergastolo della patente, vale a dire la revoca a vita, per chi provoca un incidente stradale mortale mentre è alla guida sotto gli effetti di droga o alcol. Attualmente il reato di omicidio colposo commesso con la violazione delle norme sulla  circolazione stradale è disciplinato dall’art. 589 del codice penale al comma secondo, punti 1 e 2 ed è prevista per tale reato la pena della reclusione da tre a dieci anni con termini di prescrizione del reato di cui all’art. 157, sesto comma del codice penale raddoppiati. La proposta di legge popolare si propone la previsione di una nuova fattispecie penale cioè quella dell’omicidio stradale, elevando anche  la pena della reclusione dagli attuali tre- dieci anni a otto- diciotto anni, con la previsione dell’arresto obbligatorio in flagranza. Bisognerebbe inoltre prevedere, per questo reato, ove non già previsto nella proposta di legge, il divieto per l’imputato di accedere ai riti alternativi, cioè patteggiamento e giudizio abbreviato per impedire che chi si macchia di questo grave delitto possa cavarsela con una pena a volte più mite di un furto di merendine. Questa iniziativa vedrà sicuramente l’adesione della stragrande maggioranza della società civile e, credo che verranno raccolte un numero di firme certamente più elevato di quelle necessarie alla proposta – cinquantamila- , ma certamente darà anche l’imput ad una iniziativa legislativa bipartisan in parlamento. Comunque, fermo restando che questa iniziativa finalizzata a frenare il triste fenomeno delle morti sulle strade è sicuramente meritevole di essere sostenuta, bisogna anche far notare, che anche la magistratura ha cominciato a trattare questi casi con maggiore rigore sanzionatorio e, con il suo massimo organismo – la corte di cassazione – ha iniziato ad inquadrare alcuni incidenti stradali con esiti mortali, non più quali reati colposi ma quali reati punibili a titolo di dolo, sia pure eventuale, con  conseguente aggravamento del trattamento sanzionatorio.

Avv. Angelo Ruberto

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